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Fermiamo la strage

Bologna, Interporto: operaio 22enne muore schiacciato. Era il suo terzo giorno di lavoro

Manifestazione lavoratori edili #BastaMortiSulLavoro
Foto: Simona Caleo
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Il giovane, lavoratore interinale impiegato da appena tre giorni, è rimasto incastrato tra una ribalta del magazzino e il mezzo pesante parcheggiato a ridosso mentre erano in corso operazioni di carico e scarico merci nel magazzino del corriere Sda Express Courier. Il fatto è avvenuto all'una di notte e i soccorsi non hanno potuto altro che constatare il decesso. I sindacati hanno proclamato lo sciopero nel sito dalle 13 alle 15 di oggi

Aveva 22 anni l'operaio originario della Guinea che nella notte è morto schiacciato tra la ribalta e un camion, nel parcheggio del polo logistico dell'Interporto di Bologna a Funo d'Argelato. Secondo le ricostruzioni dei carabinieri che sono intervenuti questa notte, il fatto è avvenuto intorno all'una mentre erano in corso operazioni di carico e scarico merci nel magazzino del corriere Sda Express Courier nel blocco 13.4 dell'Interporto.

Il giovane, per cause in corso di accertamento, è rimasto incastrato tra una ribalta del magazzino e il mezzo pesante parcheggiato a ridosso. Il 22enne è morto sul colpo a causa dello schiacciamento del torace. 

Dalle prime testimonianze, si trattava di un lavoratore interinale al terzo giorno di impiego.

"L'ennesimo infortunio mortale accaduto stanotte all'Interporto di Bologna ci pone di fronte ogni giorno alla drammatica situazione del livello di sicurezza sul lavoro che attraversa ogni singolo settore produttivo - scrive in una nota Maurizio Lunghi, segretario generale della Cgil di Bologna -. Da tempo come Cgil, Cisl, Uil riteniamo necessario che si investa sulla sicurezza partendo dalle scuole, occorre fare Cultura della Sicurezza preventiva all'ingresso nei luoghi di lavoro.

Il giovane lavoratore deceduto all'Interporto dimostra quanto ce ne sia bisogno, soprattutto per garantire a tutti una preparazione sulle modalità di svolgimento delle proprie mansioni.

Incide negativamente l'uso massiccio del decentramento del lavoro in appalto e subappalto, perché rende estremamente incerta la qualità formativa (chi controlla?) e l'addestramento/affiancamento del personale all'interno delle filiere produttive, in relazione anche alle mappature dei rischi che variano a seconda dei settori, così come le protezioni  individuali e le protezioni sulle macchine da lavoro.

Le imprese Committenti devono farsi carico di questo compito verificando la qualità formativa e i livelli di conoscenza dei lavoratori che operano nelle filiere produttive, nei passaggi di appalto e subappalto questo compito non sempre è svolto nei tempi preventivi opportuni.

Occorre attivare strumentazioni e verifiche sull'effettiva applicazione delle normative, rafforzare i controlli ispettivi e le sanzioni, a partire dai contenuti dell'ultimo decreto del Governo in materia.

La Cgil - conclude il segretario - si stringe al dolore dei famigliari e dei colleghi di lavoro della giovane vittima il 22enne Yaya Yafa".

"Apprendiamo con sgomento, da informazioni ancora sommarie di stampa - scrivono la Cgil, la Filt e il Nidil di Bologna - della morte per un infortunio sul lavoro di un giovane di soli 22 anni, interinale al terzo giorno di contratto, avvenuto questa notte all'Interporto di Bologna nell'azienda SDA.

Da tempo come Cgil denunciamo che il massiccio utilizzo che le aziende svolgono delle Agenzie per il Lavoro, anche in Interporto, per brevissimi contratti di lavoro, non può non prescindere dal rispetto delle norme sulla salute e sulla sicurezza. E solo poche settimane fa la Filt Cgil aveva denunciato la precarietà di quello specifico appalto nel contesto di un progetto Inail.

Assistiamo in tutta la filiera Sda a contratti di un giorno, persone contattate tramite gruppi whastapp dalla sera alla mattina, senza nessun tipo di formazione adeguata. Ragazzi prevalentemente stranieri, di origine africana. Sda, peraltro di proprietà del Gruppo Poste italiane, genera precarietà nell'appaltare i servizi a cooperative che a loro volta assumono con Agenzie di Somministrazione. È giunto il momento che Sda si confronti con il territorio e Cgil Cisl e Uil per la responsabilità sociale dell’impresa.

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Sorveglianza e formazione indispensabili per la sicurezza

Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti: "Occorre una maggiore sorveglianza dai responsabili aziendali presenti nella filiera produttiva e una specifica formazione del lavoratore, in special modo se neoassunto, anche in relazione al tema della sicurezza sul luogo di lavoro. Siamo in attesa che il Governo faccia la propria parte, emanando il decreto che dovrebbe contenere importanti novità sul piano della prevenzione degli infortuni, ma anche pene e sanzioni più severe per le aziende che non rispettano le relative normative"

Garantire produttività appaltando servizi: da tempo la Cgil chiede la reinternalizzazione di questi processi, proprio a tutela della sicurezza.

Tutto quanto accaduto è inaccettabile, proclamiamo per queste ragioni come Nidil, Filt, Fit Cisl e Uiltrasporti di Bologna lo sciopero nella aziende Sda, consorzio Metra, Cooperativa Dedalog e delle Agenzie di Somministrazione che lì operano. Dalle ore 13 alle ore 15 di oggi (21 ottobre) presso la sede in Interporto".