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Napoli

Gli operai Whirlpool scrivono a Mattarella: «Presidente, ci aiuti»

25 aprile: Mattarella, la memoria è un dovere civile e morale 
Foto: Sintesi
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"Crediamo e Le chiediamo un suo intervento perché questo è il momento, anche a fronte del Pnrr che consente di gestire fondi importanti per lo sviluppo del Mezzogiorno, per far valere l'azione di governo a difesa di lavoratori che in questi due anni hanno resistito con dignità, decoro e rispetto delle istituzioni e rappresentano la parte sana della società in un territorio difficile"

Venerdì scorso hanno bloccato gli accessi al porto di Napoli in segno di protesta contro la mancata convocazione dell'incontro, previsto per mercoledì 15 settembre, presso il ministero dello Sviluppo economico. E per quella data, saranno a Roma, con o senza conferma dell'appuntamento fissato in calendario dalla viceministra Alessandra Todde, pronti a presidiare Palazzo Chigi se continuerà questa assenza di risposte da parte delle istituzioni., Sono i 350 operai della Whirlpool di Napoli, in lotta da quasi tre anni per la difesa della loro fabbrica di lavatrici via Argine, che proprio oggi hanno deciso di rivolgersi con una lettera aperta direttamente al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

"Egregio Presidente Mattarella, siamo i 350 operai della Whirlpool e le scriviamo per chiedere un Suo diretto interessamento sulla vertenza che ci vede, sfortunatamente, protagonisti da più di 850 giorni, da quando, il 31/5/2019, la multinazionale americana ha deciso di non mantenere gli impegni dell’accordo firmato in sede ministeriale il 25 ottobre 2018, che prevedevano il rilancio di Napoli e della produzione di lavatrici alto di gamma, concentrando tutte le produzioni sul nostro stabilimento con 18 milioni di investimenti mai effettuati, a fronte dei quali ottenne la cassa integrazione per tutto il gruppo in Italia (5.500 dipendenti), più agevolazioni e sostegni per il piano industriale. In due anni tante sono state le promesse e gli impegni dei vari ministri e governi, che da Lei incaricati, si sono avvicendati sulla nostra vertenza, ma, ad oggi, nessuna risposta concreta e nessuna soluzione è stata prospettata e, cosa peggiore, nessuno è riuscito a ribadire che in Italia gli accordi vanno mantenuti e le istituzioni e il Paese vanno rispettati", affermano i lavoratori.

Foto: Marco Merlini

"Siamo a pochi giorni dalla chiusura della procedura di licenziamento collettivo (29 settembre 2021) e il governo ancora non ci convoca, sul progetto che dice di stare predisponendo, per trovare una soluzione di respiro in grado di competere o di essere all’altezza degli accordi sottoscritti con la Whirlpool, nonostante gli impegni diretti del Presidente del Consiglio Draghi che ci ha assicurato, quando lo incontrammo in visita al carcere di S.Maria Capua Vetere, il suo interessamento diretto e un impegno ai massimi livelli del governo. Ad oggi il decreto delocalizzazioni, che poteva dare quegli strumenti che i governi ci hanno sempre denunciato di non avere per incidere sulla vertenza, è svanito nel nulla dal dibattito e l’impegno preso col parlamento, con l’ordine del giorno del 20 luglio 2021 approvato all’unanimità da tutte le forze politiche in Parlamento, di trovare una soluzione alla vertenza Whirlpool è in attesa di essere onorato", proseguono gli operai.

"Ci permetta Presidente di sottolineare la peculiarità in questo momento della vertenza: la Whirlpool dopo la pandemia, a differenza di quando dichiarò di voler chiudere Napoli, è piena di lavoro e ha circa 800 interinali impegnati nelle altre sedi d’Italia; non ha onorato impegni istituzionali senza mai riuscire a spiegare industrialmente la sua scelta di spostare le lavatrici top di gamma destinate a Napoli in altri siti; non si è avvalsa delle 13 settimane Covid a costo zero per supportare eventuali scenari per uscire da una difficoltà che è dovuta alla sua celta di delocalizzare; continuerà a chiedere supporto e agevolazioni per le altre produzioni presenti in Italia, nonostante nel momento in cui il Paese ha bisogno di ridurre l’impatto sociale e ci sono le condizioni di mercato per farlo, non receda da una scelta puramente economica e speculativa", aggiungono i lavoratori.

"Crediamo e Le chiediamo un suo intervento perché questo è il momento, anche a fronte del Pnrr che consente di gestire fondi importanti per lo sviluppo del mezzogiorno, per far valere l’azione di governo a difesa di lavoratori che in questi due anni hanno resistito con dignità, decoro e rispetto delle istituzioni e rappresentano la parte sana della società in un territorio difficile in cui ogni insediamento produttivo, ed in particolare quello della Whirlpool, rappresenta un presidio di legalità. Conosciamo quanto Lei sia sensibile a questo tema, non permetta che una lotta civile, democratica e giusta, possa subire un colpo tale da dimostrare che chi sta dalla parte dello Stato, crede nelle istituzioni e pretende il rispetto dei propri diritti in maniera civile, possa scoprire di avere torto e di venire abbandonato da chi ha giurato nelle Sue mani di difendere la Costituzione, i cittadini e il proprio Paese. La ringraziamo", concludono gli operai.