Colletiva logo CGIL logo
Colletiva logo CGIL logo

Recovery

Sindacati a Draghi: su Pnrr inadeguato confronto col governo

Foto: Remo Casilli/Sintesi
  • a
  • a
  • a

Cgil, Cisl e Uil chiedono di essere coinvolti nella discussione del Piano perché "molte delle numerose riforme avranno un impatto diretto sul lavoro, sulla sua organizzazione, tutela e creazione e inevitabilmente anche sulla contrattazione"

Nel Pnrr "è stato predisposto uno schema di governance inter-istituzionale, a più livelli. In questo modello il ruolo delle Organizzazioni Sindacali non è esplicitato adeguatamente, nè sono definiti e garantiti livelli di negoziazione, di confronto preventivo e di monitoraggio nè sugli investimenti nè sulle riforme". Lo scrivono i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri in una nota inviata al presidente del Consiglio, Mario Draghi, con le prime valutazioni del sindacato.

Cgil, Cisl e Uil "chiedono che le sei missioni, le sedici componenti e le tre azioni trasversali, diventino oggetto costante di confronto preventivo e di monitoraggio della "Governance partecipata" con il coinvolgimento sostanziale e non formale del sindacato confederale. Coinvolgimento che, con riferimento all'efficacia delle tappe in successione del cronoprogramma, al rispetto degli obiettivi generali e intermedi attesi con riferimento all'impatto economico, occupazionale e sociale, deve avvenire ad ogni livello attraverso approfondimenti strutturati e programmati sulle singole questioni, ben oltre la mera informativa. Ciò sia per una puntuale comprensione degli aspetti di dettaglio, che al fine di valutarne la concretezza e l'impatto economico e occupazionale".

"Molte delle numerose riforme - abilitanti, settoriali e orizzontali - avranno un impatto diretto sul lavoro, sulla sua organizzazione, tutela e creazione e inevitabilmente anche sulla contrattazione. Per questo riteniamo che non si possa prescindere dall'indicazione, chiara ed esplicita, che su tali temi venga garantito preventivamente un confronto rafforzato e, se del caso, una negoziazione con le organizzazioni sindacali secondo uno schema che preveda ed istituzionalizzi la partecipazione alle scelte che hanno ricadute dirette ed indirette sul lavoro. Ciò vale soprattutto per le Riforme che riguardano i temi del lavoro e dell'occupazione, della pubblica amministrazione, della semplificazione, della concorrenza, delle politiche industriali e delle infrastrutture, dell'istruzione e formazione, della giustizia, del fisco, delle pensioni, della sanità e delle politiche sociali, anche attraverso la definizione dei Lep", si legge nella nota unitaria.

È importante, proseguono i sindacati, "che nel Piano di Ripresa e Resilienza la riforma fiscale sia complessiva e ispirata al principio della progressività e del contrasto alle disuguaglianze. Inoltre occorre prevedere una più ampia base imponibile della nuova imposta personale e contemplare la diminuzione del carico fiscale anche sulle pensioni. È indispensabile integrare e rafforzare le misure finalizzate al contrasto dell'evasione e dell'elusione, fissando obiettivi di recupero".

Per garantire efficacia e realizzazione delle riforme e dei progetti, "riscontriamo la necessità che sia maggiormente qualificato e reso esplicito il legame e l'impegno con le risorse in termini di spesa corrente e di investimenti per aumentare l'occupazione a partire dal lavoro pubblico, rafforzando inoltre il governo pubblico sulle filiere e sulla specializzazione produttiva del Paese. Riteniamo utile garantire una forte sinergia con le risorse della coesione nazionale ed europea 2021-2027".

In questo senso le organizzazioni sindacati sottolineano "come il medesimo approccio di confronto, di partecipazione e di coerenza con i pilastri della strategia europea (coesione sociale, green e digitale), debba essere seguito anche per i progetti contenuti nel Fondo Nazionale complementare e per i fondi compresi nel programma Next generation Eu".

Landini, Sbarra e Bombardieri ritengono "di prioritaria importanza, la regia e la cadenza temporale degli interventi. Si tratta di aspetti di particolare delicatezza dal momento che si è in presenza di un piano a scavalco di almeno due legislature con rilevanza intergenerazionale per dimensioni quantitative, straordinarietà d'impatto, dispiegamento temporale e che crea un ulteriore consistente stock di debito che erediteranno le generazioni future. Questa caratteristica lo eleva al di sopra delle parti e impone, anche per ragioni etiche, la scelta del metodo partecipativo, che sostanzi la più ampia assunzione di responsabilità e la più rigorosa continuità e finalizzazione".

Le tre sigle confederali sostengono, inoltre, "la necessità che tutti gli interventi, anche di sostegno alle imprese, debbano prevedere alcune condizionalità per noi prioritarie, e segnatamente: la realizzazione di incrementi occupazionali, in particolare per giovani e donne; il riequilibrio delle diseguaglianze sociali e territoriali a partire dal Mezzogiorno; l'applicazione dei contratti collettivi sottoscritti dalle OO.SS. maggiormente rappresentative a livello nazionale; le garanzie di trasparenza e legalità e di contrasto al lavoro nero e alla logica del massimo ribasso negli appalti; la realizzazione di investimenti sui temi della salute e sicurezza; la qualità della spesa".

Infine, concludono Cgil, Cisl e Uil, "riteniamo importante richiamare i principi di fondo della Ue, soprattutto in merito al fatto che la trasmissione dei piani deve avvenire a seguito dell'esame degli stessi con le parti sociali, aspetto che motiva le ragioni del sindacato confederale a dare la piena disponibilità ad essere interlocutore attivo e propositivo del governo nell'attuazione di strategie di eccezionale importanza per la ripresa, la crescita e lo sviluppo del nostro Paese".