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Lavoratori pubblici

Uno sciopero per il Paese

Emanuele Di Nicola e Ivana Marrone
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Il 9 dicembre è il giorno della protesta. Sorrentino (Fp): "Lo facciamo per il diritto di tutti ad avere servizi di qualità. Chiediamo il rinnovo del contratto, più sicurezza e un piano straordinario di assunzioni che può portare 500 mila posti di lavoro"

Mercoledì 9 dicembre le categorie di Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato lo sciopero dei settori pubblici. A spiegare le motivazioni è il segretario generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, in un video su Collettiva. "Non è stata una scelta semplice - esordisce -, il contesto in cui i lavoratori e le lavoratrici operano quotidianamente è molto complesso a causa della pandemia. Si tratta di persone che garantiscono servizi essenziali, per tutti e ogni giorno".

Il sindacato è arrivato a proclamare lo stop per una ragione importante: "Non lo facciamo per difendere i nostri lavoratori, ma è uno sciopero per il Paese, per rivendicare il diritto di tutti ad avere servizi pubblici di qualità. Da oltre dodici mesi abbiamo chiesto al governo di aprire il confronto sulle piattaforme per il rinnovo del contratto, scaduto da due anni, ma non ci hanno mai convocato".

Sorrentino quindi prosegue: "Abbiamo chiesto di avviare un confronto sul piano straordinario per l'occupazione: il settore pubblico può generare oltre 500 mila posti di lavoro, competenze fondamentali che portano lavoro ai giovani e innovazione nella pubblica amministrazione. Di questo piano, nelle scelte dell'esecutivo, non c'è traccia".

Poi il tema della sicurezza. Così il segretario generale: "Poniamo il problema delle persone che si prendono cura di noi, come il personale socio-sanitario: va messo in condizioni di operare in maggiore sicurezza. Chiediamo cose semplici - dunque -: facciamo una battaglia per un piano straordinario di assunzioni che sappia rispondere all'emergenza attuale e garantisca un futuro di dignità al Paese".