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Scuola

Sindacati ai parlamentari: stop al concorso straordinario

'Priorità alla scuola' © Marco Merlini Roma, 26 settembre 2020 Piazza del Popolo Manifestazione nazionale indetta dal comitato 'Priorità alla scuola' con la partecipazione dei sindacati, insegnanti, genitori e studenti per una politica che promuova la scuola
Foto: Marco Merlini
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Non produce effetti immediati in termini di assunzioni ed espone a maggiori rischi di contagio

I cinque segretari generali dei sindacati della scuola hanno inviato oggi (30 settembre) una lettera ai gruppi parlamentari di Camera e Senato. Al centro del documento di Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams, la procedura concorsuale straordinaria per docenti di scuola secondaria con la "richiesta di sospensione delle prove, a tutela del personale precario della scuola e della salute di tutte le persone coinvolte".

"Avviare in un contesto di emergenza igienico-sanitaria lo svolgimento delle prove del concorso straordinario (e a seguire un maxi-concorso con oltre 500.000 candidati) non produce alcun effetto immediato in termini di assunzioni – si legge nella lettera - mentre espone la scuola e il personale coinvolto a un possibile aumento dei contagi nelle scuole e alla possibilità che molti precari, trovandosi eventualmente in situazione di contagio o di quarantena come effetto del lavoro che svolgono e che li espone a tali condizioni, siano esclusi dalla partecipazione al concorso".

"Riteniamo – scrivono Sinopoli, Gissi, Turi, Serafini e Di Meglio - che il Parlamento possa promuovere un più complessivo ripensamento su una procedura che, se nell’immediato si rivela unicamente un fattore di ulteriore stress per le scuole, meriterebbe comunque di essere riconsiderata alla luce di quanto avvenuto anche in altri settori della Pa, mettendo in atto percorsi di stabilizzazione per titoli e prova orale che consentirebbero di garantire l’assunzione in forma stabile di quei precari già oggi impegnati in cattedra con serietà e professionalità al servizio del nostro sistema di istruzione".