Decenni di conquiste delle donne. A partire da quel 2 giugno 1946 che vide le donne partecipare per la prima volta a una consultazione nazionale votando al referendum per scegliere tra monarchia e Repubblica e per eleggere i membri dell’assemblea costituente. Un momento importante per la vita democratica del Paese. Dopo tante conquiste, tuttavia, “la strada per le donne è ancora in salita”, basti vedere i dati della partecipazione al mercato del lavoro e alle istituzioni.

Se ne è parlato ieri, 26 maggio, presso la Sala Gialla dell’Assemblea regionale siciliana, nel corso di un’iniziativa della Cgil Sicilia per celebrare gli 80 anni del voto delle donne. “Non una mera iniziativa celebrativa – ha puntualizzato nelle sue conclusioni il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino – ma un momento di riflessione e rivendicazione per i passi ancora da compiere per affermare la parità di genere”.

In 18 legislature siciliane si è registrata la presenza di 1.389 deputati e di solo 85 deputate

Dati come il 37% di occupazione femminile a fronte del 62,5% della percentuale maschile. O il fatto che in 18 legislature siciliane si sia registrata la presenza di 1.389 deputati e di solo 85 deputate, la dicono tutta della situazione. “Ancora oggi ci sono difficoltà strutturali, problemi culturali, abitudini – ha detto Elvira Morana, responsabile del dipartimento parità di genere presso la Cgil regionale – che determinano che il lavoro di cura di bambini e anziani ricada soprattutto sulle donne. Si aggiunge la deregolamentazione del mercato del lavoro che crea precarietà, di cui sono vittime soprattutto le donne, che pressate dai ruoli familiari, in assenza di un welfare adeguato, capita pure che abbandonino”.

Morana, Cgil Sicilia: “Nel 2024 sull’isola 1.621 donne hanno lasciato il lavoro dopo la maternità”

Nel 2024 in Sicilia 1.621 donne hanno lasciato il lavoro dopo la maternità “per mancanza di infrastrutturazione sociale”, ha sottolineato Morana. Alla presenza degli studenti l’iniziativa della Cgil è stata l’occasione per un excursus storico a partire dal 1946, affidato a chi è stato interprete del periodo o studioso, come gli esponenti dell’Anpi e dell’Udi e docenti universitari. Proprio in quel periodo dalle donne è peraltro venuto un appello ante litteram al disarmo. Adriana Laudani, dell’Udi di Catania, si è soffermata sui temi della pace e del ruolo delle donne per la pace. “Oggi è tempo di guerre crudeli, senza regole – ha detto – e la guerra porta con sé la distruzione della democrazia. Se vogliamo un futuro di libertà, di diritti, di democrazia – ha sottolineato – dobbiamo assumere la battaglia per la pace come la prima di tutte le battaglie. Questo è un insegnamento che dall’impegno delle donne esce fuori chiaro e forte. E dobbiamo praticare – ha aggiunto Laudani – l’obbligo della solidarietà, di cui parla l’articolo 2 della Costituzione. La solidarietà è infatti il fondamento di democrazia, libertà, diritti, perché costruisce tra le persone comunità”.

Messina, Cgil Sicilia: “Parità di genere fondamentale per una società più giusta”

Gabriella Messina, segretaria confederale Cgil Sicilia, che ha coordinato una delle due tavole rotonde nell’ambito dell’iniziativa, ha sottolineato che “l’uguaglianza politica e la parità di genere sono fondamentali non solo per le donne ma per una società più giusta e per la democrazia. Significa dare cittadinanza alle donne – ha rilevato – e soprattutto fiducia alle giovani generazioni”. Ed è anche per questo che dalla Cgil viene l’auspicio per una legge elettorale regionale che garantisca la doppia parità di genere. Maggiore partecipazione delle donne dunque al mercato del lavoro ma anche nelle istituzioni: sono questi per il sindacato gli obiettivi da raggiungere insieme a una adeguata infrastrutturazione sociale.

Mannino: “Welfare inclusivo per garantire alle donne pieni diritti”

“È questione di democrazia ma anche di avanzamento civile, culturale, sociale – ha detto Mannino –. Le donne hanno dato un grande contributo alla crescita del Paese e possono darlo ancora oggi se messe nelle condizioni di partecipare al mercato del lavoro, nelle istituzioni. Il superamento dei gap che ancora esistono –  ha rilevato il segretario della Cgil – può determinare una crescita importante per quanto riguarda i servizi, lo stato sociale, le politiche di coesione e di solidarietà, oltre che rappresentare l’affermazione di quel diritto di uguaglianza nei fatti e nelle opportunità sanciti dalla nostra Costituzione. Bisogna dunque agire su più livelli –  ha concluso Mannino –, promuovendo l’occupazione femminile, garantendo i servizi e un welfare inclusivo e adiuvante per garantire alle donne pieni diritti di cittadinanza e pari opportunità in tutti gli ambiti”.