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La Flc Cgil Valle d’Aosta esprime forte preoccupazione per la notizia, appresa a mezzo stampa, secondo cui il Consiglio regionale discuterà una proposta per intitolare un’aula dell’Università della Valle d’Aosta a Charlie Kirk, attivista politico statunitense.
Flc Cgil VDA: “Del tutto inopportuno e divisivo intitolare un’aula universitaria a Charlie Kirk”
“Riteniamo del tutto inopportuno e divisivo – si legge in una nota del sindacato –dedicare uno spazio di un ateneo pubblico a una figura che ha costruito la propria notorietà politica su posizioni xenofobe e sessiste, oltre che su un sistematico attacco al mondo universitario, da lui più volte descritto come luogo di ‘indottrinamento’ e ‘totalitarismo’”.
Charlie Kirk, 31 anni, ha avuto un ruolo centrale nell’organizzazione dell’elettorato giovanile per conto di Donald Trump. Le posizioni politiche di Kirk erano esplicitamente legate ai valori dell’evangelismo reazionario: “si era scagliato – ricorda la Flc Cgil del territorio – contro i diritti delle persone transgender, sosteneva la teoria complottista del “great replacement”, secondo cui liberal e democratici mirerebbero a sostituire la popolazione bianca con minoranze e immigrati. Rivendicava inoltre con orgoglio la propria capacità di arringare le folle pur non essendo laureato, alimentando una retorica apertamente ostile al sapere critico e alla formazione universitaria”.
A queste considerazioni il sindacato aggiunge nella nota un ulteriore elemento di criticità: “la proposta di intitolazione giunge a pochi mesi dalla sua morte, in contrasto con quanto previsto dalla Legge n. 1188 del 23 giugno 1927, che stabilisce un periodo minimo di dieci anni dalla scomparsa di una persona prima di poterle intitolare spazi pubblici. Un principio istituzionale volto a evitare strumentalizzazioni politiche, oggi evidentemente ignorato”.
“Grave ingerenza della politica nelle scelte che riguardano l’autonomia dell’Università”
Tuttavia, la questione centrale che la Flc Cgil Valle d’Aosta intende sollevare è ancora più profonda: “la grave ingerenza della politica nelle scelte che riguardano l’autonomia dell’Università della Valle d’Aosta. L’Università della Valle d’Aosta è un ateneo pubblico e l’articolo 33 della Costituzione sancisce con chiarezza che l’autonomia universitaria è ‘condizione essenziale per garantire la libertà di insegnamento e di ricerca’. Non è la prima volta che assistiamo a tentativi di portare in Consiglio regionale discussioni o indirizzi su scelte che dovrebbero rimanere di esclusiva competenza dell’Ateneo, siano esse di natura didattica, organizzativa, gestionale o culturale”.
In un contesto internazionale in cui – dagli Stati Uniti all’Ungheria – si moltiplicano i tentativi di sottoporre le università al controllo politico, il sindacato della scuola della Cgil ribadisce con forza che “l’autonomia universitaria, conquistata dopo la Resistenza e dopo un ventennio di compressione delle libertà accademiche, rappresenta un valore costituzionale intoccabile. Un valore che deve essere difeso a livello nazionale e, con altrettanta determinazione, anche in Valle d’Aosta”.
























