“Siamo preoccupati, come organizzazione storica che ha milioni di militanti e di iscritti, perché è in pericolo la tenuta democratica in questo Paese. Il nostro No è un No in difesa della Costituzione, perché pensiamo davvero che la legge Nordio non è una legge che vuole una riforma della giustizia ma vuole riformare, anzi mettere le mani sulla magistratura”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, intervenendo all’iniziativa “Il lavoro per il No”, promossa nella sede della Cgil a Napoli.
Ricci, Cgil Napoli Campania: “Il mondo del lavoro porta interessi sani per il nostro Paese e per i cittadini”
“Oggi tanti soggetti terzi, la Corte dei Conti, la magistratura stessa – ha aggiunto Ricci – rappresentano l’elemento di equilibrio e di difesa. Siamo in campo perché quando il mondo del lavoro lo ha fatto, come in occasione dello Statuto dei lavoratori e del Servizio sanitario nazionale, ha portato interessi sani per il nostro Paese e per i nostri concittadini”.
Agostini, Procuratore della Repubblica: “Una riforma truffa che incide sull’equilibrio tra i poteri dello Stato”
“Questa – ha affermato Marta Agostini, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Torre Annunziata – è una riforma che apparentemente viene mostrata come utile, necessaria per migliorare la qualità della giustizia e quindi per garantire una maggiore efficienza per i cittadini. In realtà è una truffa, perché si tratta di una riforma che va in sostanza a incidere fortemente sull’equilibrio tra i poteri dello Stato, incidendo sul potere giudiziario e quindi sulla magistratura. Si va così a ripercuotere negativamente su uno dei controlli che la Costituzione prevede sugli altri poteri. Il nostro è un sistema che si basa sulla separazione dei poteri. Il potere esecutivo con questa riforma vuole in qualche modo minare, indebolire uno degli altri poteri dello Stato, quello giudiziario, per poter avere mano libera per gestire il proprio potere.
Roberti, ex Procuratore Nazionale Antimafia: “Il No al referendum è un no a un’autocrazia che ci porta verso l’est europeo e paesi come l’Ungheria”
“Dire No al referendum in questo momento storico e politico del nostro Paese – ha detto l’ex Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti – è fondamentale, perché non diciamo No soltanto alla separazione delle carriere, come vorrebbero farci credere i fautori della riforma, noi diciamo No alla manomissione della Costituzione, alla trasformazione dello Stato di diritto da Stato di diritto democratico per la tutela dei cittadini a uno Stato di diritto del comando, a un’autocrazia che ci porta più verso l’est europeo, a paesi come l’Ungheria, la Polonia, piuttosto che come la Francia, la Germania a noi molto più vicini storicamente e culturalmente. Quindi è fondamentale difendere la Costituzione, perché difendere la Costituzione non è difendere i singoli articoli che riguardano la magistratura, ma soprattutto difendere la Costituzione è difendere lo Stato di diritto, quello che per 80 anni ci ha accompagnato, ci ha sostenuto e che dovrebbe essere molto più presente nella vita dei cittadini attraverso le riforme che da tanto tempo aspettiamo, a cominciare dagli interventi riformatori sul lavoro e sulla salute, che da troppo tempo attendono di essere realizzati”.
Gabrielli, Cgil: “No al referendum su una riforma che rischia di consegnarci una giustizia meno efficace e meno efficiente”
“Il No al referendum – ha sottolineato Maria Grazia Gabrielli, della segreteria confederale Cgil – è importante perché quando si tocca la Costituzione, si toccano le regole che riguardano tutte e tutti i cittadini e le cittadine di questo Paese. È una riforma che interviene su ben sette articoli della Costituzione, che è stata prodotta senza alcun dibattito parlamentare, che in realtà non a nulla che vedere con una vera riforma della giustizia, che riguarda le lavoratrici, i lavoratori, le cittadine e i cittadini. La condizione della giustizia del nostro Paese non cambia se separiamo le carriere tra magistrati e pubblico ministero, che in realtà sono già separate. C’è invece il rischio di avere una giustizia meno efficace e meno efficiente anche per le lavoratrici e i lavoratori, quando interveniamo, come questa riforma fa, sulla separazione dei poteri che è il caposaldo di questa Costituzione e quindi provando a depotenziare il ruolo della magistratura”.
(Montaggio di Daniele Diez)






















