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Un’altra idea di giustizia è quella che assume cancellieri e funzionari, che accoglie le critiche di chi tenta di utilizzare ogni giorno il sistema informatico e trova lentezza, inefficienze e difficoltà, che stabilizza tutti e tutte i precari Pnrr. E magari qualcun altro per far funzionare per bene l’Ufficio per il processo: non solo perché lo abbiamo promesso all’Europa, ma perché abbiamo sperimentato che funziona. E poi un’altra idea di giustizia è quella che retribuisce in maniera adeguata il personale e che riesce a velocizzare i processi.
Di tutto questo si è parlato questa mattina a Firenze nell’iniziativa organizzata dalla Fp Cgil. Vi hanno partecipato Mirella Dato, segretaria Funzioni Centrali Fp Cgil Toscana, Barbara Fabbrini, giudice del Tribunale di Firenze già capo dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria, lavoratrici e lavoratori del Ministero della Giustizia, Giordana Pallone, segretaria nazionale Fp Cgil.
Le carenze da una regione all’altra
Per capire tutto ciò che non va servono i dati. Quelli illustrati a Firenze, ancorché veri, sono sconcertanti. Qualche esempio? In Toscana in Corte di Appello manca il 78% dei Cancellieri esperti, alla Procura della Repubblica su 157 dipendenti previsti ce ne sono solo 105. Cambiamo regione e andiamo in Veneto, la situazione peggiora. Il Tribunale di Venezia è privo del 50% del personale, al Tribunale di Milano mancano 207 dipendenti sui 593 previsti dall’organico. A Napoli, distretto di Corte d’Appello negli uffici requirenti, -33,7% di cancellieri esperti e -21,1% di assistenti giudiziari. E potremmo continuare a lungo.
Non va meglio a livello nazionale
Secondo un documento elaborato dalla Fp Cgil: “Nel nostro Paese i dati sull’organico del dipartimento per l’Organizzazione giudiziaria disegnano un quadro drammatico: la carenza media di personale è pari a oltre il 30% a livello nazionale, con sedi in cui arriva a riscontrare il - 50%, e con lacune per alcune figure professionali chiave di migliaia di dipendenti. Ad esempio, mancano 2.688 cancellieri esperti, pari al 45%, e 3.485 assistenti giudiziari, pari al 31%. Carenze che toccano punte di oltre l’80% per altre figure come i funzionari contabili (85%) e gli assistenti tecnici (98%)”.
Grazie al Pnrr
Una delle riforme previste dal Piano europeo era quella di istituire l’Ufficio per il processo per cominciare a smaltire gli arretrati e velocizzare i processi. Per farla funzionare sono state assunte a tempo determinato ben 15.000 persone: a detta dei magistrati funziona. Forse sarebbe meglio dire funzionava, perché ancora non è ben chiaro il suo futuro. Per questo nel documento si afferma: “C’è poi l’assoluta priorità del nuovo modello organizzativo dell’Ufficio per il Processo che ha portato all’assunzione, a termine, di migliaia di lavoratrici e lavoratori, funzionari addetti alla diretta collaborazione con i magistrati. Un modello – evidenzia Fp Cgil - che oggi il governo vuole far scomparire invece di renderlo strutturale con l’introduzione dei profili professionali, lasciando senza lavoro, dal 30 giugno 2026, 1.500 di quelle migliaia di lavoratrici e lavoratori e disperdendo così tutte le professionalità che hanno contribuito in modo determinante a migliorare l’efficienza dei procedimenti e a consentire il taglio dei tempi dei processi”.
Non solo tribunali
Sono tante le carenze della giustizia: “Le difficoltà del Dipartimento per l’organizzazione giudiziaria sono analoghe a quelle degli Archivi ntarili (con carenze intorno oltre il 35% dell’organico, con punte di 80% in alcune realtà) e degli uffici del Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità (DGMC) e del Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria (DAP)”, evidenzia ancora il sindacato “che hanno bisogno di maggior personale per poter assolvere la loro missione costituzionale”.
Cosa serve per un’altra idea di giustizia
Le richieste di Fp Cgil, che “da decenni denuncia la grave situazione in cui versa il ministero della Giustizia a causa della carenza di personale e della pluriennale assenza di investimenti”, sono chiare: “Stabilizzare tutti i precari Pnrr senza ulteriori prove concorsuali, strutturare a regime l’Ufficio del Processo e prevedere il profilo professionale di ruolo, assumere personale e aumentare le dotazioni organiche di tutti i dipartimenti, valorizzare il personale in servizio, investire nelle infrastrutture informatiche e nell’edilizia delle sedi giudiziarie. È questa la vera riforma della giustizia che serve”.




























