British Council: sciopero 21 maggio e 4 giugno contro i licenziamenti annunciati lo scorso 11 maggio. La procedura di licenziamento collettivo prevederebbe la soppressione di 108 posti di lavoro su 130, cancellando di fatto la presenza dell’ente in Italia. 

“Da una lettura della documentazione – si legge in una nota della Flc Cgil - emerge il tentativo di mascherare una scelta politica dietro una supposta crisi aziendale. Rigettiamo questa rappresentazione”.

La cessazione delle attività di British Council in Italia, sottolinea il sindacato, che è parte di una più ampia serie di chiusure di sedi in altre nazioni, “è una decisione del governo britannico. Non si tratta di una crisi aziendale, perché l’Istituto non nasce come attività economica e opera da sempre in regime fiscale agevolato”.

Per la Flc “è piuttosto il tradimento di un accordo tra il nostro governo e il governo inglese che causerà non solo la perdita dei posti di lavoro, ma anche l’interruzione della collaborazione culturale con aziende e istituzioni italiane”.

“Con le lavoratrici e i lavoratori del British Council Italia e le loro rappresentanze sindacali ci opporremo alla riduzione del personale e alla cessazione delle attività di insegnamento della lingua inglese e di certificazione della sua conoscenza”, conclude la nota.