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Raggiunti accordi in Cassa centrale banca che producono avanzamenti per le lavoratrici e i lavoratori sul welfare aziendale, sul valore di produttività aziendale e sulla disciplina dei controlli a distanza.
È quanto previsto da una serie di intese sottoscritte nei giorni scorsi dalla delegazione sindacale di Cassa Centrale Banca. Per la Fisac Cgil si tratta di "un passaggio importante, perché consolida misure economiche e sociali a favore delle lavoratrici e dei lavoratori del gruppo e definisce un quadro regolato su un tema delicato come quello degli strumenti dai quali può derivare controllo sull’attività lavorativa".
Welfare
Nel merito gli accordi rafforzano diversi istituti di welfare. Dal 1° luglio il ticket pasto passerà a 10 euro. Previsto inoltre l’aumento delle indennità per le lavoratrici e i lavoratori con familiari a carico con disabilità, nuove indennità e integrazioni alle indennità di studio rispetto a quanto già previsto dal contratto collettivo nazionale, la rimodulazione dei permessi per l’assistenza ai familiari e l’incremento della contribuzione destinata all’assistenza sanitaria integrativa.
“Abbiamo lavorato per ottenere misure concrete, capaci di incidere sulla vita quotidiana delle persone e delle loro famiglie”, dichiara la coordinatrice Fisac Cgil in Ccb, Rosaria Sarpedone, che aggiunge: “In una fase nella quale il tema del potere d’acquisto, della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e della tutela sanitaria resta centrale, il rafforzamento del welfare di gruppo rappresenta un risultato utile e non scontato”.
Valore di produttività aziendalee controllo a distanza
Per il vpa gli accordi confermano il meccanismo di calcolo per il triennio 2026-2028, relativo alle erogazioni che saranno effettuate negli anni 2027, 2028 e 2029. Viene inoltre stabilizzata, attraverso una rimodulazione equa e solidale del vpa, l’erogazione a welfare di 225 euro. Per il 2026 sono state definite anche le modalità di conversione in welfare, con l’aumento della maggiorazione dal 15% al 17%.
Un ulteriore punto di rilievo riguarda la sottoscrizione, dopo diversi mesi di trattativa, dell’accordo quadro attuativo delle previsioni dell’articolo 4 della Legge 300/1970 in tema di controlli a distanza. Si tratta di una materia particolarmente sensibile, perché investe il rapporto tra innovazione tecnologica, organizzazione del lavoro, tutela della dignità professionale e garanzie individuali e collettive.
“Sul tema dei controlli a distanza il principio per noi resta chiaro: gli strumenti tecnologici non possono diventare una forma impropria di pressione o sorveglianza sul lavoro - conclude Sarpedone -. Avere un quadro negoziato significa rendere più trasparenti regole, limiti e responsabilità. Ora sarà decisiva la verifica concreta dell’applicazione degli accordi”.






















