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L’ingresso di Ludoil nella proprietà di Isab viene accolto dai sindacati come un possibile punto di svolta per il futuro del polo industriale di Priolo. Dopo anni segnati da incertezze, crisi della chimica di base e ridimensionamenti produttivi, l’annuncio dell’acquisizione del 51% delle quote di Goi Energy riapre una partita che riguarda occupazione, investimenti e tenuta industriale dell’intera area siracusana.
Per la Cgil Sicilia e la Filctem regionale, però, gli impegni annunciati dall’azienda non possono restare dichiarazioni affidate ai comunicati stampa. La richiesta è che le promesse sul rilancio industriale e sul mantenimento dei livelli occupazionali vengano adesso verificate nel confronto tra istituzioni, azienda e organizzazioni sindacali.
“Ora servono garanzie concrete”
A intervenire sono i segretari generali della Cgil Sicilia e della Filctem Cgil Sicilia, Alfio Mannino e Pino Foti. I due dirigenti sindacali definiscono l’operazione “una svolta per le sorti della più grande raffineria italiana”, ma chiedono che il confronto si sposti immediatamente sul terreno delle garanzie reali.
Secondo Mannino e Foti, da anni il territorio aspetta investimenti capaci di contrastare la progressiva scomparsa della chimica di base nell’area industriale siracusana. Un processo che negli ultimi anni ha alimentato preoccupazioni tra lavoratori e imprese dell’indotto, in un sito considerato strategico per l’economia siciliana e nazionale.
Pressing su governo e Regione
Nel mirino dei sindacati finiscono anche le istituzioni nazionali e regionali. La richiesta è che il ministro delle Imprese Adolfo Urso e il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani convochino rapidamente un tavolo con le parti sociali.
Per Cgil e Filctem, il passaggio societario deve essere accompagnato dall’utilizzo della golden power, lo strumento che consente al governo di intervenire nelle operazioni che riguardano asset strategici nazionali. Uno strumento che, secondo i sindacati, finora è rimasto “solo un decreto”, senza produrre effetti concreti sul futuro della raffineria.
Il futuro di Priolo resta aperto
La raffineria di Priolo Gargallo continua a rappresentare uno dei nodi industriali più delicati del Mezzogiorno. Attorno al sito ruotano migliaia di posti di lavoro diretti e indiretti, oltre a una parte rilevante dell’economia dell’area siracusana.
L’accordo tra Goi Energy e Ludoil apre quindi una fase nuova, ma ancora tutta da verificare. Per i sindacati il passaggio decisivo sarà capire se alle parole seguiranno investimenti reali, tutela dell’occupazione e un progetto industriale capace di evitare un ulteriore ridimensionamento del polo petrolchimico siciliano.






















