La spesa per la casa nella Marche ha assorbito il 40% del reddito familiare nel 2025 mentre sono aumentati gli sfratti: la tendenza (anche per il caro bollette previsto) è verso la crescita. Picchi si registrano ad Ancona e Pesaro e San Benedetto dove i costi degli affitti sono talmente elevati che per un appartamento di 80 mq si può arrivare a spendere 1500 -1700 euro al mese,  come indica l’Osservatorio del mercato immobiliare. Sono dati resi noti dalla Cgil Marche, che, in un comunicato, prosegue: “Oltre il 14% dei marchigiani vive in affitto e oltre il 6% in condizione di povertà energetica (non riesce ad accedere ai servizi energetici minimi necessari ) e a questo si aggiunge il fatto che oltre il 28% delle persone vive in un’ abitazione sovraffollata”.

Il sindacato sottolinea poi “la condizione di povertà delle Marche e i problemi salariali e reddituali” che determinano anche “un’importante crescita dei fenomeni di sfratto: + 8% nella regione dal 2023 al 2024, con picchi a Fermo (+ 74%) e Pesaro (+35%). La causa è principalmente la morosità.

Case popolari e non 

Per ciò che riguarda l’edilizia residenziale pubblica si riscontra un’insufficienza complessiva del patrimonio disponibile ma anche un dato allarmante circa la vendita degli stessi: nelle Marche, tra Regione e Comuni, ci sono circa 16.600 alloggi di cui solo il 90% assegnato. La Regione Marche riesce a vendere solo il 5% del patrimonio a disposizione (nell’ultimo bando c’erano 7700 immobili potenzialmente in vendita)”.

Un capitolo a parte richiedono il sistema universitario e il caro case/caro affitti: “dai dati emerge che nelle province di Ancona e Macerata si addensano quasi 20.000 studenti fuori sede, in entrambi i territori solo il 5/6% di alloggi pubblici sono disponibili per gli studenti, le percentuali aumenterebbero in maniera irrisoria dopo intervento Pnrr (che, ricordiamo, annunciava 60.000 nuovi posti letto entro giugno 2026).

Ancora peggiore è la situazione delle altre province che ospitano atenei o sedi distaccate che sono completamente fuori dagli investimenti del Pnrr: pertanto gli oltre 11.000 fuori sede (suddivisi tra Ascoli Piceno, Pesaro e Urbino) alla fine della Missione 4 (istruzione e ricerca) avranno la stessa disponibilità di alloggi pubblici che hanno in questo momento".

Leggi anche

Per quanto riguarda il mercato dei mutui marchigiani e il loro andamento, il rapporto della Banca D’Italia 2025 conferma come la richiesta di mutui nella regione Marche sia aumentato, e con esso aumenta l’ indebitamento dei cittadini marchigiani. Il trend di crescita è del 2,4%.

Servono soluzioni

Per Daniele Bocetti, segretario regionale Cgil Marche, “il disagio abitativo rappresenta una condizione sempre più diffusa e strutturale che richiede con urgenza nuove politiche abitative da inquadrare dentro quelle più complessive di coesione, inclusione sociale e sostenibilità.

Occorre ripensare le città e i territori in termini generali per offrire le risposte che servono a garantire i diritti delle persone e delle famiglie, dai giovani, agli studenti, alle giovani coppie, agli anziani, alle persone con disabilità”.

Per questo, conclude, “sono necessarie politiche che consentano di abitare e vivere in città verdi, solidali e sostenibili dal punto di vista sociale, economico, energetico e ambientale, garantendo il diritto alla casa ma anche il diritto di vivere in un quartiere, in un territorio, in una comunità accoglienti, solidali, inclusivi e sicuri”.