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Allarme sicurezza a scuola. Le denunce di infortunio di studenti e studentesse di ogni ordine e grado entro il mese di marzo 2026 sono state 27.237, in aumento del 5,6% rispetto alle 25.797 del primo trimestre 2025. Il dato arriva dall’Inail, che sottolinea come 280 hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi Formazione scuola-lavoro.
Quest’ultimo dato all’apparenza indicherebbe un trend positivo, visto che rappresenterebbe un calo del 54% rispetto a marzo 2025, cosi come in diminuzione sono anche i casi mortali, passati da 5 a 3. Senonché è lo stesso istituto ad avvertirci che “i dati sono provvisori e suscettibili di variazioni, in particolare per gli infortuni avvenuti nei percorsi Formazione scuola-lavoro oltre a quelli con esito mortale, in conseguenza della trattazione delle pratiche ai fini del riconoscimento”.
È molto probabile dunque che i numeri finali saranno meno positivi rispetto a quello che qui appare. "È allarmante l'aumento delle denunce di infortunio per studentesse e studenti e, seppure i dati provvisori indicano un calo di quelli in Formazione scuola-lavoro, permane una preoccupazione di fondo. Il vincolo dell'obbligatorietà di questi percorsi, che già dalla legge 107 del governo Renzi ha attraversato diverse denominazioni a partire da quella di Alternanza scuola lavoro per passare a Pcto”, commenta Graziamaria Pistorino, segretaria nazionale Flc Cgil.
Per la sindacalista “oltre ai rischi che corrono i lavoratori in contesti insalubri e che rappresentano una piaga per il nostro Paese, gli studenti si trovano in aziende che spesso sono impreparate ad accogliere e formare”.
Duro anche il commento della Rete degli studenti medi. Per la coordinatrice Angela Verdecchia, “se dall’inizio dell’anno sono ancora 280 gli studenti che denunciano incidenti e infortuni durante la Formazione scuola-lavoro vuol dire che esiste un problema di sicurezza che non ci possiamo permettere di ignorare”.
E ancora: “In questo clima di incertezze e precarietà il ministro Valditara le uniche decisioni che prende sono quelle di mandare a lavorare gli studenti il prima possibile tagliando anni di scuola e formazione con la riforma dei tecnici e dei professionali. Ci trattano sempre più come dei prodotti, degli ingranaggi di un sistema precario e sfruttato”. “Vogliamo – conclude la coordinatrice della Rete – formazione, vogliamo che ci insegnino i diritti e le norme di sicurezza prima di mandarci a lavorare in stage gratuiti con il rischio di infortunarci o peggio”
Una situazione, quella descritta da Verdecchia, persino aggravata dal ministro Valditara che, riprende Pistorino, “ha introdotto la Formazione scuola-lavoro già dal secondo anno per i percorsi quadriennali della filiera tecnologico-professionale, per il liceo del made in Italy e per i nuovi Istituti tecnici. Una costante deriva che allontana chi studia dagli ambienti scolastici per rafforzare anche le attività in apprendistato, costruendo la sudditanza dell'istruzione nei confronti dell'impresa”.
Contro questa deriva la Flc Cgil ha lanciato lo sciopero del 7 maggio prossimo contro la riforma degli istituti tecnici. “La sicurezza sul lavoro si apprende anche sui banchi di scuola, ma con attività mirate e scelte da chi educa e non con obblighi formali che spesso risultano insopportabili e inutili per studentesse e studenti, oltre che un appesantimento per imprese e docenti”, conclude la dirigente della Flc.
Che la sicurezza a scuola sia un problema, oltre il nodo dei percorsi di Formazione scuola-lavoro, lo mostrano con chiarezza i dati generali resi noti dall’Inail. L'incidenza degli infortuni occorsi a studenti rappresenta il 18% del totale delle denunce registrate a marzo 2026. Il 43% interessa le studentesse (+5,3% tra il 2025 e il 2026), il 57% gli studenti (+5,8%). Tre infortuni su quattro riguardano studenti under 15 anni, un quarto quelli dai 15 anni in poi. La Lombardia è la regione che presenta più denunce (24% del totale nazionale; +9,8% sul 2025), seguita da Emilia-Romagna (13%; +16,4%), Veneto (12%; +5,5%) e Piemonte (10%; -0,6%). Il 95% delle denunce riguarda gli studenti delle scuole statali, il restante 5% gli studenti delle scuole non statali e private. Il 97% dei casi denunciati si registra in occasione delle attività scolastiche, il 3% in itinere.
A parte la Formazione scuola-lavoro, di cui già si è detto, l’Inail non fornisce il dettaglio degli altri incidenti. Il nodo però rimane. Perché tanti incidenti a scuola? E, soprattutto, cosa fare perché la scuola sia il luogo in cui ragazze e ragazzi imparino davvero cosa significhi prevenzione e sicurezza?
Con questo obiettivo Cgil, Flc e Inca hanno organizzato un concorso che ha coinvolto scuole in tutto il Paese, con moduli formativi tenuti da esperte ed esperti. Al centro del progetto i giovani impegnati nei percorsi di Formazione scuola-lavoro e i lavori realizzati dalle ragazze e dai ragazzi alla fine del percorso formativo sono stati giudicati da una commissione di esperti e la scuola vincitrice di ciascuna città ha ricevuto un premio di 1.000 euro.
























