La premiazione a Palermo

Il Patronato Inca, insieme a Cgil e Flc, la categoria che segue il comparto istruzione, ha premiato ieri, 28 aprile, gli istituti superiori di sette città italiane per i lavori realizzati nell’ambito di un concorso nazionale sulla salute e la sicurezza sul lavoro. La cerimonia si è tenuta nella data in cui si celebra la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro. L’iniziativa rientra anche nel percorso degli 80 anni di attività del patronato Inca, compiuti l’11 febbraio del 2025.

Sono stati 365 le ragazze e i ragazzi che hanno partecipato alle premiazioni, previste in contemporanea, a Bari, Bologna, Catanzaro, Palermo, Perugia, Potenza e Torino. C’è chi ha realizzato manifesti, chi ha prodotto video – uno dei formati più popolari – e molto altro ancora. Tutte e tutti, giovani, docenti, rappresentanti locali e nazionali di sindacato e patronato, si sono confrontati ancora una volta sul diritto alla salute e alla sicurezza sul lavoro e ribadire che la tutela inizia dalla scuola.

Il progetto: l’educazione alla salute e alla sicurezza sul lavoro deve partire dalle scuole

La premiazione a Bologna

La scelta delle città non è casuale: si tratta di capoluoghi di regioni tra le più colpite da infortuni e morti sul lavoro in rapporto agli occupati, territori da cui si è scelto di partire per investire in prevenzione e consapevolezza.

Le classi hanno seguito moduli formativi tenuti da esperte ed esperti di Cgil, Flc e Inca, con materiali multimediali e riferimenti a fatti di cronaca, per rendere il tema concreto e fornire strumenti pratici per riconoscere i rischi e adottare comportamenti corretti. Al centro del progetto i giovani impegnati nei percorsi di Formazione Scuola-Lavoro, la nuova denominazione – in vigore dall’anno scolastico 2025/2026 –  dei precedenti Pcto. I lavori realizzati dalle ragazze e dai ragazzi alla fine del percorso formativo sono stati giudicati da una commissione di esperti e la scuola vincitrice di ciascuna città ha ricevuto un premio di 1.000 euro.

I dati 2025 di studenti coinvolti nei percorsi “formazione scuola-lavoro”: 8 morti e 1889 denunce di infortunio 

La premiazione a Potenza

Il concorso, fortemente voluto da Cgil, Flc e Inca, nasce in un contesto dove i numeri di infortuni e malattie professionali sono ancora critici. Nel 2025 ci sono state quasi 598 mila denunce di infortunio, in crescita dell’1,4% rispetto all’anno precedente, e 1.093 morti sul lavoro. Nel solo primo bimestre 2026 si sono registrati oltre 63 mila infortuni in occasione di lavoro (+2,4%) e 13.217 in itinere (+8,5%). Ancora più allarmante il dato sulle malattie professionali, che segnano un +11,3% nel 2025, arrivando a 98.000 denunce, e nei primi due mesi del 2026 sono ulteriormente aumentate del 14,2%.

E gli studenti? È bene sapere che oggi la copertura Inail per chi studia è strutturale e permanente, così come si è assicurati anche per gli infortuni in itinere, ovvero quelli che avvengono non solo tra la scuola e il luogo di stage, ma anche tra l’abitazione e il posto in cui si effettua il tirocinio. Nel 2025, ci sono state circa 81.000 denunce di infortunio (14% del totale). Di queste, 1.889 hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi “formazione scuola-lavoro”. I casi mortali sono stati 8. Nei primi due mesi del 2026, gli infortuni sono stati oltre 15 mila, di cui 151 nei percorsi di formazione scuola-lavoro. Tre i morti.

La premiazione a Perugia

L’impegno di sindacato e patronato. Pagliaro, Inca: “Fondamentale educare i giovani”

“La sicurezza non è un obbligo formale, ma un diritto soggettivo da conoscere e praticare fin dalla scuola – ha dichiarato da Palermo, una delle città in cui è avvenuta la premiazione, Michele Pagliaro, presidente dell’Inca –. Anche durante i tirocini di Formazione Scuola-Lavoro, i giovani godono dei medesimi diritti di ogni lavoratrice e lavoratore. Fornire alle nuove generazioni gli strumenti per difendere la propria salute e sicurezza è una missione fondamentale, che deve necessariamente precedere il loro effettivo ingresso nel mercato del lavoro”.

Pistorino, Flc Cgil: “La cultura della sicurezza è una mentalità, un processo di formazione alla cittadinanza”

La premiazione a Catanzaro

“La cultura della sicurezza non si apprende quando si comincia il primo rapporto di lavoro, ma è una mentalità, un processo, con costante attenzione e rispetto delle regole – ha detto da Catanzaro Graziamaria Pistorino, segretaria nazionale della Flc Cgil –. A scuola, tra le priorità di chi educa, non ci sono solo apprendimenti strumentali, ma consapevolezze e valori. Per la Flc Cgil, la formazione alla sicurezza è parte del percorso più generale di formazione alla cittadinanza affidata dalla Costituzione”.

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