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La fermata di tre linee produttive e l’avvio di uscite volontarie senza un confronto strutturato con i sindacati. Sono ore di tensione alla Fluorsid di Macchiareddu, con le organizzazioni dei lavoratori che parlano apertamente di una situazione critica per l’occupazione e per l’intero polo industriale cagliaritano.
A lanciare l’allarme sono Giampiero Manca, della Filctem Cgil, Marco Nappi e Mattia Carta, della Femca Cisl, e Pierluigi Loi e Davide Collu, della Uiltec Uil, che denunciano una gestione della crisi che rischia di scaricare il peso direttamente sui lavoratori.
Produzione dimezzata e linee ferme da giugno
La decisione dell’azienda arriva al termine di un incontro con il presidente e azionista di maggioranza Tommaso Edoardo Giulini e l’amministratore delegato Andrea Alessandro Muntoni, alla presenza anche dei rappresentanti di Confindustria. Sul tavolo, un quadro industriale che negli ultimi mesi si è aggravato. La produzione di fluoruro d’alluminio subirà un ridimensionamento drastico: si passerà da 100mila tonnellate annue a 40mila.
A partire da metà giugno verranno fermate le linee 1, 2 e 3. Una scelta che l’azienda lega a fattori internazionali: la crisi in Medio Oriente, la chiusura dello stretto di Hormuz e i bombardamenti che hanno colpito alcune raffinerie clienti. A questo si aggiunge la pressione crescente della concorrenza cinese, che rende sempre meno sostenibili gli attuali livelli produttivi.
Uscite volontarie e nodo del confronto sindacale
L’azienda ha annunciato l’intenzione di avviare interlocuzioni dirette con i lavoratori per favorire uscite volontarie. Una scelta che i sindacati contestano apertamente, perché esclude un confronto collettivo e il ricorso agli strumenti previsti per le crisi industriali.
Per Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, il rischio è quello di frammentare le tutele e indebolire la posizione dei lavoratori proprio nel momento più delicato. Da qui la richiesta di aprire un tavolo sindacale vero, in grado di affrontare la situazione con strumenti condivisi e trasparenti.
Macchiareddu sotto pressione
La vicenda Fluorsid si inserisce in un contesto già fragile. L’area industriale di Macchiareddu vive da tempo una fase di difficoltà, tra riduzioni produttive e incertezze sul futuro di diversi stabilimenti. Il timore delle organizzazioni sindacali è che questo nuovo passaggio possa innescare un effetto a catena, con una perdita significativa di posti di lavoro e un ulteriore indebolimento del tessuto industriale locale.
Nei prossimi giorni sono previste assemblee con i lavoratori. Saranno quelle sedi a definire le prossime mosse, tra mobilitazione e richieste di intervento istituzionale.






















