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Via libera dei lavoratori al nuovo accordo integrativo aziendale per il triennio 2026-2028 di Revet, azienda di raccolta, selezione e avvio al riciclo degli imballaggi differenziati di Pontedera, in provincia di Pisa. L’intesa chiude una trattativa complessa, segnata dalla crisi del settore della gomma plastica e dai cambiamenti nella governance aziendale.
Il comparto del riciclo è sotto pressione per la concorrenza di prodotti esteri a basso costo, spesso meno tracciabili e più competitivi. Una dinamica che, secondo la Filctem Cgil, rende più difficile valorizzare produzioni di qualità come quelle dello stabilimento toscano.
Aumenti e redistribuzione dei benefici
L’accordo prevede un aumento dell’integrativo di circa il 15%. Crescono i buoni pasto, le indennità per lavoro festivo e notturno e il contributo aziendale al fondo di settore. Vengono introdotti anche riconoscimenti per attività tra reparti e rivisto il premio di risultato, con obiettivi più articolati e un coinvolgimento più ampio delle funzioni aziendali.
Per la prima volta ha partecipato al tavolo anche la nuova multiutility toscana Plures, attraverso Alia Servizi Ambientali, che detiene il controllo maggioritario dell'azienda. Un passaggio che apre interrogativi sull’impatto della nuova struttura sull’organizzazione del lavoro e sulle prospettive industriali.
Sicurezza e organizzazione del lavoro
Sul fronte sicurezza si registrano passi avanti, ma il sindacato chiede strumenti più concreti di prevenzione. Restano inoltre aperti nodi come il riconoscimento del tempo di vestizione, la revisione delle indennità dei preposti e degli inquadramenti.
Un equilibrio fragile
Il giudizio complessivo della Filctem sull’accordo è positivo, soprattutto considerando il contesto in cui è maturato. Ma non mancano le criticità. Sul premio di risultato, ad esempio, il sindacato ritiene che si potesse fare di più, in particolare nel definire obiettivi di produttività più equi tra i reparti.
Il vero banco di prova sarà ora l’applicazione concreta dell’intesa e la capacità di affrontare un quadro industriale in evoluzione. Il peso della concorrenza internazionale e le incognite legate alla nuova governance potrebbero incidere sulle condizioni costruite con questo accordo, rendendo necessario un monitoraggio costante e nuove iniziative sindacali.






















