“Remigrazione s. f. – Eufemismo per ritorno forzato di persone immigrate nel loro Paese d’origine”. Lo si legge nel dizionario enciclopedico Treccani online sotto l'indicazione “Neologismi 2025”. Remigrazione è l’oggetto di una raccolta di firme dell’estrema destra e quello di una manifestazione prevista per il 18 aprile a Milano, il “Remigration summit” ribattezzata poi “Senza paura - in Europa padroni a casa nostra” per potere essere autorizzata.
Una manifestazione che vedrà anche la presenza del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e che vede impegnato nei preparativi il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, con l'obiettivo di arrivare almeno a 10mila partecipanti.
Da qualche anno circola infatti, in Europa e non solo, negli ambienti neofascisti e neonazisti legati al suprematismo, questo neologismo che, se non si presta la giusta attenzione, potrebbe anche assumere un’accezione positiva, interpretandolo come l’azione di agevolare il ritorno volontario degli immigrati nei propri Paesi di origine. Non è così.
Per remigrazione i suoi promotori, come ad esempio Casa Pound, intendono la deportazione, il rimpatrio coatto di qualsiasi persona immigrata. Un concetto disumano. Il “gioco” di ricerca linguistica dell’artista Alessandro Bergonzoni, lo rende chiaro nel podcast con un tono che potremmo definire di seria ironia:
“Remigrazione. Tratto dalla rivista Ornitologia della parola. In Italia la re-migrazione coinvolge specie che viaggiano tra Africa ed Europa spostandosi dal sud al nord e viceversa. Sono rondini, rondoni, cicogne e upupe. Dalla primavera fino all'autunno e altre specie come fringuelli, tordi, pettirossi, gru e veri rapaci. Il fenomeno tocca il culmine in primavera con l'Italia come corridoio di passaggio.
Peccato, e lo dico in tutti i sensi, che qualcuno abbia deciso di costringere delle persone a riemigrare e che questi siano uomini che non scelgono, né volatili. Non c'entra la semantica, ma la crudeltà. Chiamiamole repulsioni, espulsioni, deportazioni, con inclusi immigranti già qui anche di seconda generazione.
Non vorrei che certa nostra degenerazione, oltre ad aver causato guerre e fame a tanti africani e non solo e dopo viaggi accanto a morte e torture nei Cpr, rifacessero provare tutta questa sofferenza gratuita, rendendo il diritto all'accoglienza, quello sì, volatile.
Post scriptum, accettiamo solo re-immigrazione, cioè monarchi che volentieri vadano a quel Paese".























