PHOTO
Indietro tutta. Pam Panorama, ce lo ricorda la Filcams Cgil con amarezza, “non ha imparato niente dalla sentenza portata a casa dal suo ex dipendente, Fabio Giomi, licenziato in modo fraudolento e poi reintegrato e risarcito su indicazione del Tribunale di Siena”. E siccome il famigerato lupo perde il pelo, ma non il vizio, passate una manciata di settimane sale in superficie dalla cronaca dei giornali, quella più torbida, un’altra storiaccia “di disumanità e sfruttamento padronale della forza lavoro”, sintetizza il sindacato.
Stavolta a farne le spese è una lavoratrice licenziata in tronco per un flacone di detersivo. Che valore avevano per l’azienda trent’anni di lavoro dedicati alla catena di supermercati? Tre euro, centesimo più, centesimo meno.
Grosseto, licenziata per un flacone di detersivo
Siamo sempre in Toscana, questa volta a Grosseto, dove una storica dipendente con trent’anni di onorato servizio alle spalle, decide di fare la spesa a fine turno. Paga, ma uscendo dal negozio una busta si strappa e il flacone, cadendo a terra, si rompe. Torna al supermercato, avverte i colleghi e il responsabile della pozza scivolosa sul pavimento, prende un nuovo flacone ed esce. Nessuno le chiede di pagare il nuovo detersivo né la ferma. Nessuno, sul momento, le contesta alcunché. Tuttavia, dopo poche settimane, le arriva la lettera dell’azienda: licenziamento per giusta causa, per aver sottratto della merce.
Siamo ai commenti che promettono battaglia. Perché, scrive la Filcams, Pam Panorama “non si è fermata di fronte al riconoscimento collettivo delle azioni illegittime, meschine e vessatorie che mette ormai abitualmente in atto, soprattutto nei punti vendita della catena dove si trova una più alta concentrazione di lavoratrici e lavoratori che in quei supermercati sono impiegati da una vita e che sono vicini alla pensione, ma non abbastanza, i primi dei quali l’azienda non fa mistero di volersi liberare”. Per la federazione del commercio della Cgil, “i metodi che l’azienda usa da almeno un anno per mettere alla porta lavoratrici e lavoratori sono sempre gli stessi: una volta il test del carrello, una volta uno scaffale allestito in modo non gradito, un’altra – l’ultima – un prodotto acquistato da una dipendente e sostituito dopo un danneggiamento, come avviene con qualsiasi cliente”.
Filcams Cgil: “Pam Panorama ha battuto un record: è al punto più basso nella gestione del lavoro”
Sanzioni, sospensioni illegittime, licenziamenti coatti: “Pam Panorama ha battuto un record, è a oggi il punto più basso toccato da un’azienda della grande distribuzione nella gestione del lavoro e dei dipendenti, nel rispetto dei più elementari diritti di lavoratrici e lavoratori, nella totale assenza di un progetto di recupero dell’azienda che non passi unicamente attraverso la loro eliminazione, nonché nella pressoché totale elusione dei rapporti con le organizzazioni sindacali”, attacca la Filcams a testa bassa.
“Quanto messo in atto da Pam Panorama ci porta indietro di un secolo, all’epoca in cui lo sfruttamento di lavoratrici e lavoratori da parte dei padroni era la norma. Ma i tempi sono cambiati e questo spettacolo indecente non è più accettabile – conclude la Filcams Cgil –. Le nostre battaglie in difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, contro il cinismo e la disumanità di datori di lavoro che trattano i loro dipendenti come numeri di poco conto andranno avanti, con forza e senza sconti”.
























