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Un gravissimo episodio di violenza si è verificato questa mattina all’interno dell’Istituto “Domenico Chiodo” della Spezia, dove uno studente è stato accoltellato da un coetaneo. Il ragazzo è attualmente ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Sant’Andrea.
Un fatto che scuote profondamente l’intera comunità spezzina e che “ripropone con forza – scrive la Flc Cgil provinciale – il tema della sicurezza nelle scuole, troppo spesso affrontato con slogan e risposte emergenziali, anziché con politiche educative strutturate e preventive”.
La segretaria della federazione della conoscenza sul territorio, Laura Scotti, esprime piena e sentita vicinanza allo studente ferito e alla sua famiglia, ai compagni di scuola, agli insegnanti e al dirigente scolastico dell’Istituto Chiodo.
“Quanto accaduto – dichiara – è un evento drammatico che non può e non deve essere derubricato a fatto isolato. La violenza non nasce nel vuoto, ma si alimenta in un contesto sociale che troppo spesso rinuncia al ruolo educativo delle istituzioni, a partire dalla scuola”.
“Ribadiamo con forza – prosegue Scotti – che la violenza non si sconfigge con la repressione, con l’inasprimento delle sanzioni o con misure esclusivamente punitive, che non risolvono le cause profonde del disagio. Si sconfigge invece con l’educazione e la formazione, con l’ascolto, la condivisione, la prevenzione, con il rafforzamento del ruolo della scuola come luogo di cura, di civismo e di democrazia. E servono per tutto questo risorse e personale.”
La Flc Cgil chiede alle istituzioni scolastiche, locali e nazionali, di aprire immediatamente un confronto serio con la comunità educante – studenti, famiglie, lavoratrici e lavoratori della scuola – per costruire percorsi strutturati di educazione al rispetto, alla gestione dei conflitti e al dialogo.
“La scuola deve continuare a essere uno spazio sicuro, inclusivo e accogliente – conclude – in cui nessuno debba entrare con la paura di non tornare a casa. Investire in educazione è l’unica strada possibile per prevenire tragedie come quella di oggi”.






















