La settimana Collettiva, sette notizie in cinque minuti. Ogni settimana una nuova puntata. Uno sguardo giornalistico per capire cosa sta succedendo e perché ci riguarda.
(montaggio a cura di Ivana Marrone)
Pensioni più lontane
Dal 2027 andare in pensione sarà più difficile. La Cgil lo aveva denunciato da tempo e ora lo conferma anche l’Inps: servirà un mese in più, che diventeranno tre dal 2028.
In pratica: per la pensione di vecchiaia serviranno 67 anni e un mese, mentre per quella anticipata quasi 43 anni di contributi. Un meccanismo legato all’aumento dell’aspettativa di vita, ma che rischia di colpire soprattutto giovani, donne e lavoratori con carriere discontinue, cioè chi già oggi fa più fatica ad avere una pensione dignitosa.
Sfruttamento nella moda
E restando nel mondo del lavoro, c’è un’altra notizia che racconta un problema diverso, ma altrettanto strutturale. Nel settore della moda, torna il tema dello sfruttamento.
A Milano un’inchiesta per caporalato coinvolge i vertici di alcune aziende della filiera, tra cui Dama spa che controlla il marchio Paul & Shark. Secondo la Procura, parte della produzione sarebbe stata affidata a laboratori dove i lavoratori – spesso di origine cinese – erano impiegati fino a 14 ore al giorno, senza tutele adeguate e con salari sotto i minimi. Non è un caso isolato: negli ultimi mesi indagini simili hanno riguardato anche grandi marchi del lusso. Il quadro che emerge è quello di un modello produttivo basato sullo sfruttamento che continua a ripetersi.
Ma quale festa?
E quando si parla di lavoro, inevitabilmente si parla anche di diritti. Non solo nei luoghi di produzione, ma anche nella vita quotidiana.
Il 19 marzo, Festa del papà, diventa occasione di protesta. La campagna “Ma quale festa?” promossa coordinamento Belle Ciao della Cgil, insieme all’Unione degli Universitari (Udu) e alla Rete degli Studenti riporta l’attenzione su un tema chiave:
la condivisione del carico di cura e il congedo paritario. In Italia, alle madri spettano cinque mesi obbligatori, ai padri solo dieci giorni. Un divario che si riflette nei numeri: solo il 20% degli uomini usa il congedo facoltativo. E poi c’è il problema dei servizi: gli asili nido coprono poco più del 30% dei bambini, con forti differenze territoriali. Non bastano misure economiche o bonus: è necessario intervenire in maniera strutturale e anche sul piano culturale, per superare stereotipi che continuano a relegare la cura a un ruolo femminile.
Guerra locale, danni globali
E dalle disuguaglianze sociali passiamo a quelle globali, guardando a cosa succede fuori dall’Italia.
La guerra non ha solo un costo umano. Ha anche un costo ambientale. Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran contribuisce in modo significativo alle emissioni globali. Le attività militari producono circa il 5,5% dei gas serra mondiali: più dell’intero settore dell’aviazione civile. Questo significa che le guerre, anche lontane, hanno effetti diretti sul clima, quindi anche su di noi. E non solo: danni agli impianti petroliferi, inquinamento marino, contaminazione di acqua e aria. In altre parole, i conflitti non sono mai davvero locali.
Solidarietà per Cuba
E proprio mentre si combatte, altrove si organizzano iniziative di segno opposto.
Dall’Italia è partito un convoglio di solidarietà diretto a Cuba. Si chiama European Convoy for Cuba e grazie a una rete internazionale ha portato nell’isola medicinali e supporto concreto. La raccolta fondi ha superato i 45.000 euro e insieme alla delegazione sono partite 5 tonnellate di medicinali, per un valore stimato di circa 500.000 euro, destinati al sistema sanitario cubano. L’obiettivo è contrastare gli effetti dell’embargo economico sull’isola partendo proprio dalla sanità che versa in condizioni critiche. Un’iniziativa che mostra come, accanto ai conflitti, esistano anche reti globali di solidarietà.
Giornata della memoria e dell’impegno contro le mafie
E restando sul tema dell’impegno collettivo, torniamo in Italia.
Oggi 21 marzo Torino ospita la giornata della Memoria e dell’Impegno contro le mafie. Un appuntamento che ogni anno ricorda le vittime innocenti e rilancia una domanda fondamentale: come costruire un futuro senza mafie e corruzione?
Libera quest’anno ha scelto Torino e il Piemonte perché da sempre hanno da sempre espresso una forte identità sociale, un contesto di partecipazione civica a tutela dei diritti. Il movimento sindacale, il movimento femminista e quello pacifista qui affondano le loro radici profonde. La Giornata del 2026 vuole essere dunque un’occasione per rileggere le trasformazioni del territorio e rilanciare insieme un impegno collettivo capace di generare futuro. Quest’anno il messaggio è chiaro: rigenerare i legami sociali per rafforzare la risposta civile. Perché la memoria non è solo ricordo, ma anche responsabilità.
Referendum del 22 e 23 marzo
E proprio di partecipazione si parla nell’ultima notizia.
Il 22 e 23 marzo si vota per il referendum sulla giustizia. È un referendum costituzionale confermativo, quindi senza quorum. Questo significa che il risultato dipenderà solo da chi andrà a votare. Le urne saranno aperte domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15: serve un documento e la tessera elettorale. Un passaggio importante, perché – ancora una volta – la partecipazione fa la differenza.
Eccezionalmente, per questa settimana, una notizia in più: una buona notizia, importante e significativa.
I giudici della Cassazione hanno confermato definitivamente le condanne per otto imputati per l’assalto alla sede della Cgil di Roma del 9 ottobre 2021, con pene tra quattro e sei anni per devastazione aggravata e resistenza a pubblico ufficiale.
Con la sentenza l’assalto è stato finalmente considerato un fatto di devastazione, come sostenuto, nei diversi gradi di giudizio, accogliendo la tesi della Procura e della Cgil. Per il segretario generale della Cgil Maurizio Landini “la decisione dei giudici conferma che quell’azione non fu un semplice episodio di generica violenza di matrice fascista, bensì un vero e proprio assalto alla casa dei lavoratori e al sindacato che li rappresenta”.
Queste erano le sette notizie della settimana.
Sette storie per provare a capire cosa succede nel mondo del lavoro, nella politica e nella società. È La settimana collettiva. Noi ci sentiamo la prossima.































