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I giudici della Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione hanno rigettato i ricorsi dei difensori e confermato definitivamente le condanne per otto imputati nel processo per l’assalto alla sede della Cgil nazionale a Roma del 9 ottobre 2021, cioè il filone del procedimento celebrato con rito abbreviato. Nel marzo e nell’ottobre dello scorso anno, i giudici della Seconda sezione penale della Corte di Appello di Roma avevano condannato gli imputati, ieri ricorrenti, a pene comprese tra quattro e sei anni. A tutti loro, a vario titolo e in relazione alle singole posizioni, vengono contestati i reati di devastazione aggravata in concorso, resistenza a pubblico ufficiale pluriaggravata.
Si tratta di una decisione particolarmente importante perché le loro condanne erano state annullate in grado d’appello e, dunque, è stato necessario celebrare un nuovo processo di secondo grado dopo il rinvio disposto dalla Prima sezione della Suprema Corte nell’aprile del 2024, che aveva chiesto maggiori argomentazioni a sostegno della qualificazione giuridica di devastazione. Con la sentenza l’assalto è stato finalmente considerato un fatto di devastazione, come sostenuto, nei diversi gradi di giudizio, dapprima dalla Procura della Repubblica e poi dalle Procure generali di Appello e Cassazione poi, accogliendo la richiesta della Cgil nelle denunce.
Per il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, “la decisione dei giudici, fondata sul lavoro della Procura della Repubblica di Roma a cui va il nostro plauso per l’impegno profuso, conferma che quell’azione non fu un semplice episodio di generica violenza di matrice fascista, bensì un vero e proprio assalto alla casa dei lavoratori e al sindacato che li rappresenta. Un’azione – prosegue – coordinata dai leader di Forza Nuova che, cavalcando la protesta contro i provvedimenti emergenziali del governo adottati in seguito all’epidemia del Covid-19, portarono parte dei manifestanti all’assalto della Cgil in quanto simbolo democratico, provocando gravi disordini e la devastazione della nostra sede. Ora – conclude Landini – occorrerà portare nei processi in corso il risultato di questa importante vittoria per consegnare questa triste pagina alla storia con i giusti connotati di gravità”.

























