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La crisi della Sangraf Italy approda al livello nazionale. Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil chiedono l’apertura urgente di un tavolo al ministero delle Imprese e del made in Italy per lo stabilimento di Narni Scalo, in provincia di Terni. Una richiesta che arriva dopo mesi di confronto senza risultati e davanti a un quadro che i sindacati definiscono ormai strutturale.
Produzione ferma e impianti in degrado
Lo stabilimento, unico sito produttivo italiano di elettrodi di grafite per forni ad arco elettrico, è fermo. La produzione, già in calo dalla fine del 2023, si è arrestata del tutto, lasciando l’impianto in una condizione di paralisi operativa. A preoccupare è anche lo stato degli impianti: la mancanza di manutenzione ordinaria e straordinaria sta deteriorando gli asset industriali e mette a rischio la possibilità stessa di una ripartenza.
Occupazione in caduta
Il prezzo più alto lo stanno pagando i lavoratori. In poco più di due anni l’organico è sceso da 81 addetti a meno di 60. Una perdita di competenze che, secondo i sindacati, rischia di compromettere definitivamente il ciclo produttivo. Intanto si allunga la lista delle criticità: stipendi pagati in ritardo, contributi previdenziali fermi da mesi e versamenti al fondo Fonchim trattenuti ma non trasferiti dall’azienda.
Scontro con la proprietà
Le organizzazioni sindacali denunciano l’assenza di impegni concreti da parte della proprietà, nonostante l’appartenenza al gruppo internazionale Sanergy e l’annuncio di progetti di sviluppo, tra cui iniziative legate alla filiera delle batterie e all’idrogeno finanziate dal Pnrr. Programmi che, allo stato attuale, restano sulla carta mentre il sito scivola verso il blocco totale.
La richiesta al Ministero
Dopo il fallimento dei tentativi di mediazione a livello locale e regionale, la vertenza si sposta a Roma. I sindacati chiedono un intervento diretto del Ministero per salvaguardare l’occupazione e difendere un presidio industriale considerato strategico per la siderurgia nazionale. Anche la Regione Umbria si è attivata per sollecitare l’apertura del tavolo.
La parola d’ordine è una sola: fare presto. Perché, avvertono Filctem, Femca e Uiltec, ogni giorno che passa rende più difficile salvare lo stabilimento e il lavoro di decine di persone.






















