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In queste settimane, insieme a centinaia di colleghi sindaci provenienti da tutta Italia, ho deciso di sottoscrivere un appello chiaro per dire No al referendum sulla giustizia. Non si tratta di una scelta ideologica o di parte, ma di una presa di posizione che nasce dal ruolo che ogni giorno siamo chiamati a svolgere al servizio delle nostre comunità.
Come sindaci abbiamo giurato sulla Costituzione: indossare la fascia tricolore non è solo un segno formale, significa letteralmente portare indosso ogni giorno i valori della Repubblica, fondata sulla Carta costituzionale; significa per questo impegnarsi a difendere l’equilibrio dei poteri che garantisce la democrazia. Ed è proprio questo equilibrio ad essere oggi messo in discussione.
La proposta referendaria interviene su sette articoli della Costituzione, ma non affronta i veri problemi della giustizia italiana. Nei nostri territori vediamo quotidianamente le difficoltà: uffici sotto organico, carenza di risorse, tempi troppo lunghi per ottenere una sentenza. Sono queste le urgenze che cittadini e imprese ci segnalano ogni giorno. Cambiare la Costituzione non ridurrà i tempi dei processi, né renderà più efficiente il sistema. Il rischio è invece quello di indebolirlo.
C’è poi una questione ancora più profonda, che riguarda l’indipendenza della magistratura. Le dichiarazioni di esponenti del governo lasciano emergere una volontà di sottoporre il pubblico ministero al controllo dell’esecutivo. È una prospettiva che, da sindaco di Bologna, non posso non guardare con preoccupazione.
La storia della nostra città è segnata da vicende dolorose che hanno richiesto verità e giustizia: dalla strage della stazione del 2 agosto, ad Ustica, fino alle tragedie legate al lavoro e all’amianto. In tutti questi casi, solo una magistratura libera e indipendente ha potuto portare avanti indagini coraggiose, spesso contro ostacoli e depistaggi. Senza questa indipendenza, molte verità non sarebbero mai emerse.
Per questo il punto non è semplicemente una riforma tecnica o la separazione delle carriere. Il tema vero è la tenuta democratica del Paese, l’equilibrio tra i poteri, la garanzia che nessuno possa esercitare un controllo improprio sulla giustizia.
Viviamo un momento complesso, anche sul piano internazionale. Proprio per questo, è necessario rafforzare i presidi democratici, non indebolirli.
Il referendum rappresenta un passaggio importante. Invito tutti i cittadini a informarsi, a partecipare, e a votare con consapevolezza. Per quanto mi riguarda, e per le ragioni che ho cercato di spiegare, voterò No.
Matteo Lepore, sindaco di Bologna
Informazioni e materiali per la campagna referendaria sul sito del Comitato Società Civile per il No




























