Nella terza giornata dei volontari del Convoglio umanitario europeo a Cuba è tempo di incontri con una realtà che ci mostra un’isola dove la ricerca è avanzata e sta ottenendo notevoli risultati scientifici in campo medico come in quello agricolo. Non mancano le difficoltà che devono essere affrontate, dovute all’embargo statunitense, tra tutte la mancanza di energia per alimentare i macchinari che mettono a dura prova gli operatori cubani, con la spada di Damocle di un blocco delle attività.
Le testimonianze di oggi sono tutte tutte al femminile:
Stella Gesmundo, un’infermiera della Città della salute di Torino Molinette, con il ruolo di rsu per la Cgil, ci racconta cosa ha visto nel Centro di immunologia molecolare di Cuba, un istituto di biotecnologie cubano che si concentra sulla ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti biofarmaceutici. Qui vengono messi a punto farmaci per il trattamento del cancro del polmone, dell'Alzheimer, dell'arteriosclerosi. Un centro leader nella produzione di anticorpi monoclonali e vaccini terapeutici.
Anche Elena Chinaglia, amministrativa e rsu alla Asl di Torino, ci parla di ricerca, ma per implementare la coltivazione del caffè cubano, con benefici non solamente economici, ma anche sociali. Le montagne cubane si stanno spopolando e i campesinos sono il cuore di questa coltivazione, motivo per il quale il progetto BioCubaCafé è definito “un ponte di solidarietà e di sviluppo tra l’Italia e cuba”. L’incontro con gli ideatori di questo progetto è nella storica Casa Víctor Hugo, nel cuore dell’Avana.























