Spin Time Labs lancia la campagna di mobilitazione permanente contro il possibile sgombero dell’edificio di Santa Croce in Gerusalemme a Roma, più volte minacciato dal ministero dell’Interno. La voce che sentite in questo podcast è quella di un giovane romano che, dal palco dell’assemblea pubblica dello scorso 10 gennaio, spiega in poche parole cos’è questo luogo e cosa rappresenta per la città.
Spin Time non è solamente un edificio occupato che dà un’abitazione a decine di famiglie (400 persone di 27 nazionalità diverse, tra cui oltre 100 bambini), ma anche un polo culturale per il quartiere Esquilino e per tutta la città, come ci spiega Luigi Corvo, docente di Economia aziendale dell’Università Milano Bicocca che, per Open Impact, ha condotto uno studio di valutazione d'impatto sociale su Spin Time.
Lo studio dimostra come il modello di welfare integrato e multiservizio all’interno di questo centro, dove si offrono servizi diversificati in cooperazione con strutture e associazioni del territorio, rende più “conveniente” per Comune, Regione e per la comunità l’acquisto e la regolarizzazione da parte del Campidoglio, piuttosto che lo sgombero.
Il Comune, dice lo studio, otterrebbe un moltiplicatore di 1,95 milioni sul proprio investimento, con un ritorno di quasi 2 per ogni euro investito. Si parla, spiega, di “71,55 milioni di euro di valore sociale generato dal palazzo, contro i 36,7 milioni che il Comune dovrebbe spendere tra acquisto dell'immobile, efficientamento energetico, manutenzione e community management per Roma Capitale, considerando la gratuità dei servizi sociali e culturali offerti all'interno dello spazio”.
Inoltre, all’interno di Spin Time c’è un tasso di dispersione scolastica pari a zero, mentre la media della città è di circa il 10%. Non solo: i residenti hanno un reddito medio nettamente superiore alla media dei migranti, perché l’avere un’abitazione ha attivato l’accesso a lavori più o meno stabili, con redditi da 674 fino a 770 euro. Redditi che non permetterebbero di vivere se queste persone dovessero pagare un affitto “normale” a Roma.
Per questi motivi, per Corvo le autorità dovrebbero ripensare l’idea dello sgombero e non lasciare tante famiglie in strada strada, privando anche il territorio di un polo culturale e sociale di grande rilievo.
A sostenere il modello Spin Time anche la Cgil: il sindacato concorda nel sostenere che non si tratta “solamente di un palazzo occupato, ma di un laboratorio vivente di democrazia, inclusione e dignità che parla direttamente al futuro del nostro Paese e, in particolare, alle nuove generazioni. Per noi continuare a sostenerlo significa promuovere un’idea di città in cui il diritto all'abitare si intreccia indissolubilmente con il diritto alla cultura, alla socialità e alla partecipazione attiva”, afferma la segretaria confederale della Cgil, Lara Ghiglione, a pochi giorni dall’iniziativa del 22 e 23 gennaio con il segretario generale, Maurizio Landini, ‘Ci siamo. Pensare un mondo e una Cgil possibili’. Quindi l’appello del sindacato: “Le Istituzioni proteggano questa ricchezza”.

























