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L'indagine

Scuola, oh cara!

Sciopero della scuola, vertice con il governo
Foto: Foto di Daiano Cristini/Sintesi
Patrizia Pallara
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Aumenti superiori all'inflazione per corredo e libri. A pesare sulla ripartenza anche il costo dei trasporti. I dati dell'Osservatorio nazionale Federconsumatori

Per il corredo 540 euro, quasi 480 per i libri, tra i 350 e i 400 per i trasporti. L’inizio del nuovo anno scolastico, già pieno di incertezze, criticità e preoccupazioni, si presenta difficile per le famiglie anche sul fronte delle spese. Dal consueto monitoraggio effettuato dall’Osservatorio nazionale Federconsumatori emerge che per mandare un figlio a scuola le famiglie dovranno sborsare l’1,5 per cento in più rispetto al 2019 per i materiali e l’1,6 per cento in più per i libri. Qualche esempio? Per uno studente di prima media si spendono in media 441,60 euro per libri di testo e due dizionari. A questa cifra vanno aggiunti altri 540,90 euro per il corredo e i ricambi, per un totale di 982,50 euro. Per un ragazzo di primo liceo bisogna tirare fuori per libri e quattro dizionari 679,40: sommati al costo del corredo (540,90 euro) si arriva a ben 1.220,30 euro.

Cifre proibitive per molte famiglie e aumenti che superano l’andamento dell’inflazione, tali da incidere realmente e significativamente sul diritto allo studio, come avvenuto durante il lockdown per gli alunni che non avevano una connessione o un dispositivo utile per seguire le lezioni. “C’è chi è rimasto senza lavoro, è in cassa integrazione ordinaria o in deroga: le condizioni di disagio si sono allargate e approfondite – dichiara Emilio Viafora, presidente di Federconsumatori -. Ma in nessun modo le difficoltà economiche e sociali devono compromettere il diritto allo studio: si tratterebbe del fallimento più grande per l’intero sistema scolastico. Per questo è indispensabile prevedere misure di sostegno mirate, per garantire ai ragazzi l’accesso alla conoscenza e la possibilità di costruirsi un futuro”.

Ad aggravare il peso della ripartenza c’è la voce trasporti. Visti i timori che suscita l’impiego dei mezzi pubblici e i ritardi nel predisporre e potenziare il sistema, sempre più genitori sceglieranno di usare l’auto per accompagnare i figli a scuola. Una scelta che comporterà costi notevoli: ipotizzando un tragitto tra i 5 e i 10 chilometri, ripetuto 2 volte al giorno in auto, si arriva a spendere 392 euro all’anno con un veicolo a benzina, 361,20 con uno a gasolio.

Per aiutare le famiglie ad affrontare le spese del ritorno a scuola esistono diverse misure a livello regionale che prevedono buoni, agevolazioni o gratuità dei testi scolastici per chi ha un basso reddito. Non basta. Agli istituti scolastici sono stati destinati fondi per oltre 425mila studenti meno abbienti finalizzati alla dotazione di libri e dispositivi digitali. “Si tratta di un primo passo importante, ma ancora non sufficiente per dare un sostegno concreto alle famiglie in difficoltà, specialmente alla luce della grave situazione economica causata della pandemia - conclude Viafora -. Seguiamo con attenzione gli sviluppi del cosiddetto Family Act che prevederà, tra le altre cose, un assegno unico universale per i figli dalla nascita al ventunesimo anno di età”.