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A Gaza e in Cisgiordania si muore per le bombe dell'esercito israeliano e la fama viene utilizzata come arma di guerra. Sono oltre 60 mila i morti, di cui 20 mila bambini, con la distruzione continua di case, ospedali e scuole. I campi profughi sono privi di sicurezza, cibo, acqua e assistenza sanitaria. Si uccidono i giornalisti per non fare conoscere all'opinione pubblica mondiale cosa succede in quella martoriata terra.
L'assedio a Gaza ha l'obiettivo di deportare il popolo palestinese per occupare quel territorio e rendere impraticabile la possibilità di garantire due stati per due popoli che devono potere vivere in pace. A fronte delle continue violazioni del diritto umanitario e internazionale, da parte del Governo Israeliano, l'Europa e il nostro Paese non fanno nulla per fermare quel massacro.
È necessario fare tacere le armi, garantire gli aiuti umanitari, mettere fine all'occupazione, liberare tutti gli ostaggi e riconoscere lo stato di Palestina come hanno già fatto 156 Paesi a livello internazionale. Per raggiungere tali obiettivi non bastano le parole ma servono azioni concrete. Si sospenda l'invio di armi a Israele e si mettono in campo le sanzioni economiche come fatto nei confronti della Russia per l'aggressione all'Ucraina.
L'iniziativa della Global Sumud Flotilla con decine di barche da 44 Paesi che salperanno verso Gaza ha l'obiettivo di rompere l'assedio e portare aiuti alla popolazione di Gaza. Le nostre sedi sosterranno quella iniziativa coraggiosa e pacifica che vuole essere una chiara e visibile alternativa all'indifferenza verso l'orrore per tante persone che muoiono e soffrono per la sete di dominio e potere di pochi autocrati. Saremo sempre a fianco di chi si schiera per la pace e la giustizia perché la solidarietà significa in qualsiasi luogo garantire i diritti e la dignità delle persone. Senza di essi non si può definire umano questo mondo.
Per queste ragioni il 6 settembre bisogna fare sentire la voce del nostro impegno civile a favore di chi soffre e non ha voce, ridando la speranza di un futuro migliore.
Domenico Pantaleo, presidente Auser