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Sulla vendita del gruppo Gedi si accende il confronto sindacale e politico. Al centro dell’incontro che si è svolto oggi a Palazzo Chigi tra le segreterie nazionali e territoriali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, Alberto Barachini, ci sono le richieste di trasparenza sull’operazione e di garanzie occupazionali per tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti.
Un’operazione che riguarda il sistema dell’informazione
I sindacati hanno ribadito la particolare delicatezza della vendita, non solo dal punto di vista sindacale e vertenziale, ma anche sotto il profilo sociale e politico. Gedi è uno dei principali gruppi editoriali del Paese e la sua cessione interviene in una fase di profonda crisi dell’editoria e dell’informazione, con ricadute che vanno ben oltre il perimetro aziendale.
L’irritualità della procedura
Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil hanno richiamato quanto già segnalato nei giorni scorsi nel confronto diretto con l’azienda, sottolineando l’irritualità di un’operazione che arriva a breve distanza dalle smentite ufficiali su presunte trattative di vendita. Una dinamica che, secondo i sindacati, rende ancora più urgente la necessità di governare l’iter in modo trasparente e inclusivo, coinvolgendo pienamente le rappresentanze dei lavoratori.
Occupazione, testate storiche e no allo spezzatino
Nel confronto con il governo, le organizzazioni sindacali hanno posto alcuni punti considerati irrinunciabili. Al centro c’è la salvaguardia dell’intero perimetro occupazionale, che comprende grafici, poligrafici e giornalisti. Accanto a questo, la tutela del patrimonio editoriale rappresentato da testate storiche, elemento essenziale per garantire un’informazione plurale e di qualità. Forte anche la contrarietà a ipotesi di operazioni “a spezzatino”, ritenute particolarmente rischiose in un gruppo caratterizzato da asset trasversali a più società.
La disponibilità del governo
Dal sottosegretario Barachini è arrivata la disponibilità a nuovi incontri per seguire l’evoluzione della vertenza. Un’apertura che i sindacati considerano un primo passo, ma che dovrà tradursi in un monitoraggio costante e in impegni concreti affinché la vendita di Gedi non si traduca in un ulteriore indebolimento dell’occupazione e del sistema dell’informazione nel Paese.






















