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Una protesta di fronte alla sede del Parlamento europeo a Strasburgo, alla presenza di centinaia di lavoratori da tutta Europa per chiedere di agire contro caporalato e sfruttamento. Si è tenuta oggi (10 febbraio), in vista della discussione che giovedì terrà l’aula su una proposta di risoluzione sul limite ai subappalti e sul ruolo degli intermediari di manodopera. La mobilitazione è stata organizzata dalla federazione europea dei sindacati di agroalimentare e turismo insieme a quelle di trasporti ed edilizia. Così la Cgil Nazionale: “Abbiamo chiesto agli europarlamentari di votare a favore della risoluzione del Parlamento europeo”.
Mininni, Flai: una direttiva per prevenire il caporalato
“Siamo tornati di nuovo a Strasburgo per chiedere che le istituzioni europee promuovano una direttiva contro lo sfruttamento del lavoro nelle catene di subappalto e l’intermediazione illecita - dichiara il segretario generale della Flai Cgil Giovanni Mininni -. Ne va dei diritti e della salute dei nostri lavoratori e non possiamo più aspettare. In tutta Europa e in Italia il ricorso sempre più frequente ai subappalti come modello di impresa per massimizzare i profitti contribuisce al declino della qualità e della sicurezza del lavoro.
“È un fenomeno inaccettabile, che ahimé conosciamo bene nell’agroalimentare – riprende Mininni -, così come ci troviamo ogni giorno a fare i conti con la piaga del caporalato, diffuso nelle campagne e negli appalti dell’industria alimentare dal Nord al Sud del Paese”.
Sul palco del presidio organizzato a Strasburgo si sono alternate voci di lavoratori e dopo la manifestazione il confronto tra parti sociali e politica si è spostato all’interno del parlamento, dove si sono tenuti alcuni panel su caporalato e sfruttamento nei subappalti e un incontro alla presenza della vice presidente della commissione europea con delega al lavoro Roxana Minzatu.
“Insieme all’Effat chiediamo una direttiva che sancisca uguali trattamenti economici e tutele per chi compie la medesima mansione nelle filiere produttive – conclude Mininni -, più ispezioni in tutti gli Stati Ue per prevenire e reprimere i fenomeni di sfruttamento, regole più stringenti sull’intermediazione di manodopera e sui subappalti”.
Cgil Nazionale: gli europarlamentari votino la risoluzione
“Oltre 200 lavoratori e lavoratrici italiani dei settori dell’agricoltura, dell’edilizia, del commercio e dei trasporti hanno manifestato oggi davanti al Parlamento europeo a Strasburgo, insieme a colleghi e sindacati provenienti da tutti i Paesi europei, per sostenere la necessità di una direttiva europea che limiti il ricorso ai contratti di subappalto per l’esecuzione di opere e servizi”. Lo afferma la Cgil nazionale.
“In tutta Europa, la mancanza di una seria regolamentazione dell’utilizzo del subappalto ha contribuito - sottolinea la Confederazione - alla diffusione anomala di meccanismi di dumping contrattuale e sociale, di sfruttamento e di carenze in materia di sicurezza per chi lavora alla fine della catena”.
“Per questo - prosegue la Cgil - riteniamo, insieme alle altre Confederazioni italiane, urgente, in Europa come in Italia, una nuova regolamentazione che limiti il subappalto a uno o due livelli per esigenze specialistiche, che preveda la piena responsabilità dei committenti e degli appaltatori principali e che garantisca la completa applicazione dei contratti collettivi strettamente connessi al settore, sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, nonché trasparenza e controlli efficaci sulle condizioni di lavoro e sulla congruità”.
Secondo la Cgil “troppo spesso le catene dei subappalti non rispondono a reali esigenze specialistiche, ma al mero obiettivo di scaricare responsabilità e sfruttare i lavoratori più deboli sul mercato del lavoro, a scapito anche della corretta concorrenza tra imprese. Lo dimostrano anche le numerose stragi sul lavoro avvenute negli ultimi anni, in Italia, proprio in regime di subappalto”.
Nei prossimi giorni il Parlamento voterà una risoluzione sulla necessità di regolamentare i subappalti, anche nel settore privato, attraverso una specifica direttiva. Per la Cgil “la proposta va nella giusta direzione: è necessaria per favorire la crescita del mercato unico fondata sui diritti e sulla qualità del lavoro e per promuovere una concorrenza corretta. Per questo - conclude la Cgil - insieme a Cisl e Uil, nei giorni scorsi abbiamo scritto a tutti gli europarlamentari eletti in Italia per chiedere un voto favorevole alla risoluzione all’esame dell’Europarlamento”.






















