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Le autorità e le forze di sicurezza israeliane hanno preso di mira deliberatamente i bambini palestinesi, commettendo genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra a Gaza, nonché crimini di guerra in Cisgiordania. La conferma arriva dal rapporto della Commissione internazionale indipendente d'inchiesta delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, inclusa Gerusalemme Est.
Gli esperti della Commissione hanno esaminato le presunte violazioni dei diritti umani commesse da Israele contro i bambini palestinesi dall'inizio della guerra tra Israele e Hamas, il 7 ottobre 2023, quando il gruppo terroristico ha lanciato il suo attacco mortale contro gli israeliani nel sud di Israele. Secondo il rapporto circa il 30% delle persone uccise nella guerra di Gaza sono bambini.
L’accusa di genocidio formulata dalla Commissione, che nella sua indipendenza non parla a nome dell’Onu, si basa sul fatto che le forze israeliane abbiano continuato a utilizzare munizioni ad alto potenziale e armi ad ampio raggio in aree residenziali densamente popolate durante la guerra, nonostante il crescente numero di vittime tra i bambini: questo dimostrerebbe l’intenzionalità di tante uccisioni.
Israele difende e accusa
Dal canto suo Tel Aviv risponde alle accuse del gruppo di esperti e sostiene che i bambini sarebbero stati presi di mira collettivamente perché le forze di sicurezza israeliane consideravano l'intera popolazione civile associata ad Hamas e ad altri gruppi armati che avrebbero infiltrato i propri combattenti e le proprie infrastrutture militari in case, ospedali, scuole e moschee.
Nel penultimo rapporto di settembre la Commissione sosteneva inoltre che il primo ministro Benjamin Netanyahu e alti funzionari israeliani avevano incitato agli atti commessi contro la popolazione gazawa, citando il “modello di condotta” dell’Idf come prova dell’intento di “distruggere i palestinesi”.
Israele parla di accuse scandalose e respinge quello che definisce il “secondo rapporto diffamatorio della Commissione”, aggiungendo che ignora “le brutali tattiche di Hamas”, che opera regolarmente all'interno di aree densamente popolate.
Neonati morti e aborti spontanei
Un rapporto che parla anche dell’impatto che gli attacchi alle strutture sanitarie e riproduttive hanno avuto sulla sopravvivenza dei neonati, portando anche a un aumento degli aborti spontanei. Senza contare che quasi tutti i bambini a Gaza hanno bisogno di supporto psicologico.
Israele, di contro, rivendica il suo ruolo nel facilitare le vaccinazioni, l'ingresso del personale medico e l'allestimento di ospedali da campo, dimenticando forse di avere decretato l’espulsione delle Ong sanitarie che non hanno consegnato le liste dei loro volontari. Infine l’accusa ad Hamas di aver sistematicamente dirottato gli aiuti umanitari e il carburante destinati agli ospedali.
Circostanze, queste ultime, confermate anche da altre fonti, benché ancora una volta Tel Aviv dimostri smemoratezza: Israele ha bloccato gli aiuti per mesi e mesi e quando ha autorizzato la recapitarli a nuova agenzia israelo-statunitense, la Gaza Humanitarian Foundation, è stato fatto con pericolosi lanci aerei di pacchi che hanno scatenato la corsa all’accaparramento con spari dell’esercito e morti.




























