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La memoria di Marcinelle non appartiene soltanto al passato. A settant’anni dalla tragedia nella miniera belga, la Fillea Cgil riporta al centro il lavoro dei minatori di oggi, quelli che continuano a entrare nelle montagne per costruire gallerie, tunnel, trafori, autostrade e collegamenti ferroviari.
È questo il filo che lega la nuova edizione di "Sulla strada dei minatori – tra passato e futuro", la Festa dei Minatori promossa dalla Fillea Cgil nazionale insieme alla Fillea Cgil Calabria e alla Fillea Cgil Basilicata. Tre appuntamenti, in tre comunità del Mezzogiorno dalle quali ancora oggi parte una forza lavoro impegnata nei grandi cantieri del Paese: Lauria, in provincia di Potenza, Serricella di Acri, nel Cosentino, e Pagliarelle, nel Crotonese.
La prima tappa è in programma mercoledì 12 agosto a Lauria, la seconda giovedì 13 agosto a Serricella di Acri, mentre la manifestazione si concluderà domenica 16 agosto a Pagliarelle.
Dalla memoria ai cantieri di oggi
"Sulla strada dei minatori" è soprattutto un viaggio tra passato e presente. Settant’anni dopo Marcinelle, il minatore non è soltanto una figura consegnata alle fotografie dell’emigrazione italiana. Migliaia di lavoratori continuano a scavare montagne e a lavorare nelle gallerie per realizzare infrastrutture fondamentali per il Paese, spesso vivendo per mesi nei campi base dei grandi cantieri.
Sono lavoratori che partono dalle contrade del Mezzogiorno e si spostano lungo l’Italia per contribuire alla realizzazione di opere come l’Alta Velocità, il Brennero, la Salerno-Reggio Calabria, autostrade e grandi collegamenti ferroviari.
Un lavoro essenziale, ma spesso lontano dai riflettori, che si intreccia con la precarietà economica delle comunità di provenienza. I tre territori scelti dalla Fillea sono infatti realtà nelle quali il lavoro agricolo e boschivo continua a rappresentare una parte importante dell'economia e dove molte famiglie vivono una condizione di fragilità occupazionale.
"Molti ignorano che esistono ancora migliaia di minatori edili che scavano e contribuiscono al progresso e allo sviluppo del Paese", sottolinea Antonio Di Franco, segretario generale della Fillea Cgil nazionale.
Per il sindacato, dunque, ricordare Marcinelle significa anche riconoscere il valore e i rischi di chi quel lavoro continua a farlo oggi.
Sicurezza, grandi opere e diritti
Il tema della memoria si intreccia così con quello della sicurezza nei cantieri. Le grandi opere rappresentano una componente importante degli investimenti pubblici, ma la loro realizzazione non può prescindere dalla tutela delle persone che vi lavorano.
Per questo gli appuntamenti della Fillea non saranno soltanto commemorativi. I dibattiti affronteranno i temi del lavoro, delle infrastrutture, della salute e della sicurezza, mettendo a confronto sindacato, imprese, istituzioni e rappresentanti dei territori.
A Lauria, dopo la celebrazione religiosa prevista alle 17.30 nella Chiesa Madre di San Nicola, il confronto si sposterà alle 18.30 nella villa comunale. Dopo i saluti istituzionali e l'introduzione di Angela Pina De Cristofaro, segretaria generale Fillea Cgil Potenza, interverranno rappresentanti del sindacato, delle istituzioni, dell'Ance, dell'Inail e delle associazioni datoriali. Le conclusioni saranno affidate ad Antonio Di Franco.
Dai cantieri alla memoria dei caduti
Giovedì 13 agosto, a Serricella di Acri, il confronto entrerà ancora più direttamente nell'attualità delle grandi opere con la tavola rotonda "Lavoro, infrastrutture, salute e sicurezza", prevista alle 19 dopo la messa e i saluti istituzionali.
Al confronto parteciperanno, tra gli altri, Simone Celebre, segretario generale della Fillea Calabria, Roberto Rugna, presidente di Ance Calabria, Salvatore Lieto, amministratore delegato del Consorzio Sirio Webuild, Luigi Mupo, capo compartimento Anas Calabria, e Biagio Faragalli, presidente della Provincia di Cosenza. Anche in questo caso le conclusioni saranno affidate a Di Franco.
La giornata sarà inoltre dedicata alla memoria dei caduti sul lavoro, con la consegna delle borse di studio in loro ricordo.
Pagliarelle, il lavoro che continua
La conclusione della manifestazione sarà domenica 16 agosto a Pagliarelle. Alle 17.30 è prevista la messa solenne, seguita dalla deposizione della corona al monumento ai Caduti sul lavoro.
Alle 19.30 sarà presentato il libro "Operaicidio" di Bruno Giordano, magistrato già capo dell'Ispettorato nazionale del lavoro, e Marco Patucchi, giornalista e scrittore. Gli autori dialogheranno con Antonio Di Franco, con i familiari di lavoratori caduti sul lavoro e con rappresentanti della Cgil Calabria.
La giornata proseguirà con il confronto sul progetto della statale 106 Catanzaro-Crotone, con rappresentanti di Anas, Provincia di Crotone, Regione Calabria e Fillea Cgil Calabria.
Tre giornate diverse, dunque, ma unite da un'unica idea: la memoria di chi è morto sul lavoro deve servire a interrogare il presente. Perché dentro le grandi opere di oggi, accanto a infrastrutture, investimenti e sviluppo, continuano a esserci uomini e donne che lavorano nelle condizioni più difficili. E il viaggio "sulla strada dei minatori" serve anche a ricordare che sicurezza, dignità e diritti non possono essere considerati un costo dello sviluppo.






















