In estate la povertà non va in vacanza. Resta. Nelle città, nei paesi, nelle località di mare e di montagna. Non si alleggerisce, anzi spesso si aggrava perché il caldo rende più evidenti le disuguaglianze, accentua i problemi, acuisce le fragilità. Nel frattempo i media e le istituzioni abbassano l’attenzione e la guardia, ma la povertà sta sempre lì, magari meno visibile.

Minaccia concreta

“Il caldo non è democratico – denuncia l’Alleanza contro la povertà in una nota – Chi vive in alloggi inadeguati, in strutture di accoglienza o in strada trova nell'estate una minaccia concreta alla propria salute e sicurezza, non un periodo di tregua. I servizi anche se non tutti, restano aperti spesso in formato ridotto: l’asfalto si infuoca e le città si surriscaldano, rendendo ancora più precaria la vita di chi non può permettersi non solo una vacanza, ma neanche di rinfrescare la propria casa. E di chi una casa non ce l’ha affatto”.

Anziani, i più esposti

Prendiamo gli anziani, più esposti non solo al caldo estivo ma anche al rischio di isolamento in città che diventano deserte. E se le temperature elevate sono pericolose per tutti, per loro che vivono soli e in condizioni economiche disagiate possono diventare letali. L’impossibilità economica di climatizzare la casa li espone infatti a un rischio che resta sommerso, ma che conosce bene chi lavora nei pronto soccorso.

“Secondo la Società italiana di medicina di emergenza e urgenza durante i periodi di caldo intenso gli accessi ai pronto soccorso delle grandi città aumentano in media del 10-15 per cento – prosegue l’Alleanza – soprattutto per il peggioramento di patologie croniche preesistenti più che per veri e propri colpi di calore”.

La povertà energetica ha raggiunto il massimo storico: nel 2024 ha interessato 2,4 milioni di famiglie, pari al 9,1 per cento del totale, nuclei vulnerabili che non riescono a sostenere i costi per climatizzare adeguatamente l'abitazione.

Nessuna politica strutturale

Le istituzioni, il pubblico, che cosa fanno? Esistono alcune buone prassi a livello locale, ma non delle vere e proprie politiche. I condizionatori dati in comodato d'uso alle famiglie più fragili, i rifugi climatici allestiti nelle biblioteche, nei musei e in altri spazi pubblici climatizzati e accessibili, le reti di volontari organizzate per il monitoraggio periodico degli anziani soli, con telefonate o visite durante le giornate più critiche.

“Esperienze utili che meriterebbero di diventare la regola invece dell'eccezione – prosegue l’Alleanza – Si tratta di modelli locali efficaci, ma ancora troppo frammentati e legati alla buona volontà di singole amministrazioni o realtà del terzo settore, senza un coordinamento e un finanziamento stabili. A livello nazionale ci sono le misure spot come il decreto bollette 21/2026, ma mancano interventi e politiche strutturali”.

La povertà è trasversale

“La povertà è trasversale, colpisce giovani e anziani, singoli individui e famiglie, al Nord come al Sud come al Centro Italia – afferma Antonio Russo, portavoce dell’Alleanza contro la povertà – d’estate, però, per gli anziani può diventare letale. Chiediamo che per coloro che sono costretti a trascorrere l’estate in casa, come anche prt le persone con disabilità e i caregiver, vengano messe in campo misure efficaci perché le mura domestiche siano una protezione e non una gabbia, come troppo spesso accade. L’estate arriva ogni anno. E ogni anno arriva più calda: nel 2027 non facciamoci cogliere impreparati”.

Le proposte

Da qui le proposte dell’Alleanza: un sostegno stabile alla climatizzazione delle abitazioni delle famiglie a basso reddito con anziani non autosufficienti, il rafforzamento delle anagrafi della popolazione fragile previste dal piano nazionale caldo, aiuti strutturali per gli anziani in povertà, un'attenzione specifica al fenomeno del barbonismo domestico, che colpisce con particolare gravità gli anziani soli.