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La conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare si è conclusa venerdì scorso senza un accordo finale tra gli Stati partecipanti, dopo quattro settimane di negoziati alle Nazioni Unite a New York.
Una delle priorità che si è data la Cgil insieme al sindacato internazionale è quella di mettere in campo un piano di azione per la pace e la sicurezza condivisa. Fra le priorità del piano di azione abbiamo identificato la necessità di combattere contro le armi nucleari, a partire dalla non-proliferazione, ma anche con la richiesta del movimento globale dei lavoratori di smantellare gli arsenali nucleari.
È per questo che abbiamo portato anche la voce della Cgil, insieme a una delegazione della Confederazione Sindacale Internazionale alla Conferenza di riesame dell’Npt e abbiamo consegnato insieme al sindacato giapponese Rengo oltre 5 milioni di firme contro le armi nucleari a 80 anni di distanza dalla tragedia di Hiroshima e Nagasaki.
La mancanza di conclusioni condivise degli stati parte, ci preoccupa perché il trattato è il pilastro principale della sicurezza nucleare globale e da ben 16 anni le conferenze di revisione non riescono a rafforzare o aggiornare gli impegni sul disarmo. La mancanza di conclusioni condivise avviene in un contesto di tensioni internazionali e modernizzazione degli arsenali nucleari che di fatto aumentano il rischio di una nuova corsa agli armamenti.
Il segretario generale dell’Onu António Guterres ha definito il risultato della conferenza deludente e ha invitato tutti i Paesi a usare il dialogo e la diplomazia per ridurre i rischi nucleari. Anche, l’Alto rappresentante per il disarmo dell’Onu, Izumi Nakamitsu ha sottolineato che gli Stati dotati di armi nucleari devono rispettare gli impegni sul disarmo, altrimenti sarà difficile mantenere credibile il sistema di non proliferazione.
La prossima conferenza di revisione del trattato è prevista solo nel 2031, pertanto il pessimismo nella società civile e anche fra i rappresentanti degli stati parte che speravano in una conclusione diversa da quella finale è molto profondo. Ciononostante, continueremo – come Cgil e come sindacato globale – a batterci per il disarmo nucleare e per la non proliferazione, partecipando a tutte le iniziative in campo a partire dalla conferenza di riesame del Tpnw (Trattato per la proibizione delle armi nucleari) prevista per fine novembre presso la sede delle Nazioni unite.
Salvatore Marra, responsabile dell’area Internazionale della Cgil






















