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Le accise sui prodotti energetici e del gas naturale per combustione trainano l’aumento delle entrate tributarie erariali nel trimestre gennaio-marzo, vale a dire che nei primi tre mesi dell’anno la guerra in Iran che ha fatto innalzare i prezzi dei carburanti ha consentito allo stato di avere maggiori incassi.
I dati arrivano dal Bollettino delle entrate tributarie e li andiamo a leggere. Il dato generale è che le entrate tributarie ammontano a 131.413 e sono aumentate di 891 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2025 con un +0,7%, ma, guardando la ripartizione per fonti, vediamo che l'accisa sul gas naturale per combustione (gas metano) ha generato entrate per 1.195 milioni di euro con un +96,2%, quella sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi (oli minerali) si attesta a 5.218 milioni di euro con un +2,8%,mentre è in calo l'accisa sull’energia elettrica e addizionali che ammonta a 559 milioni con un -32,5%.
Bisogna ora vedere cosa accadrà con il taglio delle accise decretato lo scorso 18 marzo dal governo, determinato dalla crisi mediorientale, e prorogato sino al 10 maggio, con una ulteriore eventuale proroga al 22 maggio, che avverrà però con successivo decreto, quando il governo sarà riuscito a reperire i fondi per le coperture.
La voce Irpef
Sempre leggendo il bollettino del ministero, colpisce la voce Irpef, la principale imposta diretta applicata ai redditi complessivi di persone fisiche, quindi principalmente da lavoro. Il dato complessivo delle entrate tributarie relativo alle imposte dirette è di 76.308 milioni di euro, ma vediamo che è in calo dello 0,6% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.
Anche in questo caso è opportuno scomporre i dati per capire meglio quando sta accadendo. È interessante osservare come, per il capitolo Irpef, le entrrate delle ritenute effettuate sui redditi dei dipendenti del settore privato siano calate de l’1,2%, mentre quelle del settore pubblico siano cresciute del 4,2% e registrino un +1,8% le ritenute sui redditi dei lavoratori autonomi.
La lettura di questi dati conferma quanto pubblicato dall’Istat, l’Istituto di statistica entrato nel mirino della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per avere pubblicato stime al ribasso del rapporto deficit/pil. I numeri Istat sull’occupazione in calo nei mesi di febbraio e marzo, sembrano essere confermati dal gettito Irpef: l’occupazione nel settore privato decresce, o, meglio, è diminuito il numero di ore lavorate, e nel contempo è aumentato il lavoro a partita iva, e, scriviamo maliziosamente, chissà se è più o meno ‘volontario’.

























