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Appuntamento a Roma al Centro Congressi Frentani il prossimo 13 maggio con “Sui binari del futuro”, l’Assemblea dei delegati e delle delegate della Filt Cgil del settore ferroviario. La diretta potrà essere seguita su questo sito, Collettivo.it.
“Trent’anni di trasformazione – scrive il sindacato nella presentazione dell’evento –. Un mercato ancora incompiuto. Un sindacato che deve scegliere come starci dentro. Il 13 maggio ci ritroviamo per capire dove stiamo andando e per dirlo dopo aver ascoltato territori, esperienze e professionalità diverse”.
La Filt Cgil ci ricorda che “dal 1991 a oggi le ferrovie europee non sono più quelle di una volta. La liberalizzazione ha aperto i mercati, moltiplicato gli operatori, cambiato le regole del gioco. L’Italia è diventata uno dei casi-studio più citati in Europa sull’alta velocità concorrenziale. Ma sotto quella superficie brillante, le contraddizioni sono ancora tutte aperte.
Il trasporto regionale, le aree interne, i servizi meno redditizi: chi li difende quando la logica del mercato spinge verso i corridoi profittevoli? Chi garantisce che l’interoperabilità, cioè la possibilità reale per i treni di circolare da un Paese all’altro, non resti una promessa scritta nelle direttive e mai realizzata sui binari?”
Per il sindacato davanti a tutto questo c’è il lavoro: “Perché ogni volta che si parla di efficienza, di riduzione dei costi, di concorrenza tra operatori, si parla anche, inevitabilmente, di chi lavora su quei treni, su quei binari, in quelle stazioni. Di diritti, di contratti, di professionalità che rischiano di essere sacrificate sull’altare della competitività”.
I quesiti pretendono risposte
Lavoratrici e lavoratori si porranno insieme al sindacato una serie di domande. “La liberalizzazione ha davvero migliorato il servizio per i lavoratori e i viaggiatori, oppure ha solo spostato i rischi? Quale sarà il ruolo del gestore infrastrutture nei futuri scenari di interoperabilità ed arrivo di altri operatori ferroviari?
E ancora, investimenti e manutenzione: dove vanno le risorse e chi decide le priorità? Quale sarà il futuro degli investimenti dopo il Pnrr? Il Green Deal ferroviario può diventare anche un’opportunità per i diritti, o sarà solo un cambio di etichetta? Sarà possibile ricondurre l’intero settore, appalti inclusi, sotto un unico contratto collettivo nazionale del lavoro dei ferrovieri?”. Domande le cui risposte dovranno avre come presupposto che “una ferrovia europea vera non si costruisce solo con i binari. Si costruisce anche con i diritti”.

























