Trenta lavoratrici e lavoratori senza attività, senza stipendio e senza prospettive. Nel Valdarno la vertenza dell’ex Calzaturificio TM, oggi Progetto Scarpa Srl.

Filctem Cgil e Femca Cisl, insieme alla Rsu aziendale, hanno chiesto alla Regione Toscana la convocazione urgente del tavolo di crisi già aperto, per affrontare una situazione ormai non più sostenibile. Il blocco produttivo si trascina da settimane e colpisce direttamente le famiglie, rimaste senza reddito e senza strumenti di sostegno.

Dal tentativo di rilancio allo stallo totale

Il percorso degli ultimi mesi racconta un tentativo fallito di tenere in vita l’attività. Dopo la Cigs con contratto di solidarietà tra novembre 2024 e febbraio 2026 e una procedura di licenziamento collettivo che ha portato all’uscita di dieci lavoratori, si era provato a ripartire con l’affitto di ramo d’azienda.

Dal primo aprile 2026 è subentrata Progetto Scarpa Srl, con l’impegno di riavviare la produzione, garantire nuove commesse e pagare le spettanze arretrate. Nulla di tutto questo si è concretizzato. L’azienda è ferma, i lavoratori restano senza salario e senza ammortizzatori sociali.

Il peso delle commesse e la crisi del distretto

A incidere è stato anche il ridimensionamento delle commesse da parte di Ferragamo, che ha aggravato uno scenario già fragile. Il caso dell’ex TM non è isolato. L’intero comparto calzaturiero del Valdarno attraversa una fase di forte instabilità, segnata da cambiamenti strutturali del mercato e da una filiera che fatica a reggere l’urto. La crisi si allarga e mette in discussione la tenuta produttiva del territorio.

Sindacati: responsabilità condivise e intervento immediato

Per Elisa Calori, segretaria generale della Filctem Cgil di Arezzo: “Per 30 famiglie si è spenta la luce. Non possiamo permettere che questa situazione resti senza risposte. Chiediamo alle istituzioni locali e regionali di intervenire rapidamente, perché siamo di fronte a una vera emergenza sociale".

"Non è accettabile - prosegue Elisa Calori - che questa crisi ricada sui lavoratori: tutta la filiera, a partire dall’azienda e dal principale committente, deve assumersi le proprie responsabilità. Anche questa vicenda si inserisce in una difficoltà più ampia del settore calzaturiero nel territorio. Servono risposte concrete per garantire reddito e tutele”.

Assemblea e pressione sul tavolo regionale

Per venerdì 8 maggio è stata convocata un’assemblea sindacale davanti all’azienda. L’obiettivo è decidere le iniziative da intraprendere e mantenere alta la pressione sulle istituzioni. La richiesta resta una: convocare subito il tavolo regionale di crisi. Perché quella dell’ex TM non è più solo una vertenza industriale, ma una frattura sociale che attraversa il territorio e mette in discussione il futuro del lavoro nel distretto.