Alla Camera dei Deputati prende forma uno strumento importante per coniugare legalità e lavoro nella ricostruzione post terremoto: il badge di cantiere per il sisma 2016. Presentato nella Sala della Regina alla presenza del commissario straordinario Guido Castelli, del presidente dell’Anac Giuseppe Busìa e dei ministri Maria Grazia Calderone e Matteo Piantedosi, il dispositivo punta a rafforzare il controllo nel cantiere considerato il più grande d’Europa.

Controllo e trasparenza

“Il badge di cantiere sul sisma oggi è finalmente realtà. Un obiettivo importante a cui si è arrivati grazie alla collaborazione tra commissario straordinario, parti sociali ed enti bilaterali di settore, che hanno individuato uno strumento fondamentale per il monitoraggio dei flussi della manodopera nei cantieri della ricostruzione post sisma 2016”, afferma la segretaria nazionale della Fillea Cgil Paola Senesi.

Il sistema, sostenuto fin dall’inizio dalle organizzazioni sindacali, si inserisce in una strategia più ampia di controllo e trasparenza. “Come organizzazioni sindacali abbiamo sin da subito sostenuto questo modello che punta a diventare un reale presidio di regolarità, trasparenza e sicurezza”, spiega Senesi.

Come funzionerà

Elemento centrale sarà l’integrazione con il settimanale di cantiere, previsto dalla normativa antimafia. “Il badge affiancato dal settimanale di cantiere, che dovrà essere redatto dal referente ogni settimana come previsto dalla normativa antimafia, ha l’obiettivo di prevenire infiltrazioni della criminalità organizzata a tutela dei diritti dei lavoratori, delle imprese regolari e di quei territori che hanno già vissuto il dramma del sisma”, spiega sempre Senesi.

Per il sindacato, il passo compiuto segna una svolta: “Oggi abbiamo definitivamente affermato che il cantiere più grande d’Europa diventa laboratorio di legalità e sicurezza – precisa la segretaria nazionale – con strumenti che saranno di supporto anche agli organi di vigilanza ed alle casse edili, strumenti utili al contrasto allo sfruttamento della manodopera, alla verifica dei distacchi e della somministrazione, oltre alla corretta applicazione dei contratti nazionali sottoscritti dalle organizzazioni più rappresentative ed alla programmazione della formazione specifica attraverso i nostri enti bilaterali”.

Intervenire sui subappalti

La Fillea riconosce il lavoro della struttura commissariale ma guarda già ai prossimi passaggi operativi: “Il nostro impegno continuerà con la presenza sui cantieri affinché questi strumenti siano davvero operativi a tutela dei lavoratori, così come saremo presenti attraverso il nuovo Osservatorio nazionale sulle attività di monitoraggio dei flussi di manodopera appena costituito”.

In chiusura, il sindacato rilancia anche sul tema dei subappalti: “La richiesta al commissario di allargare anche alla ricostruzione pubblica il limite del subappalto a cascata che erode diritti, trasparenza e responsabilità per un percorso che garantisca regolarità e lavoro di qualità, formazione obbligatoria attraverso i nostri Enti Bilaterali”.