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L'incontro

Il lavoro al centro del Pnrr

Foto: Marco Merlini
Roberta Lisi
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Primo tavolo con il governo sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e Fondi di coesione. Giudizio positivo per la disponibilità al confronto. Landini ha illustrato le posizioni della Cgil

“È stato un incontro importante, in cui il governo ci ha confermato che sta facendo un monitoraggio che dovrebbe concludersi entro il 21 di novembre sia sul Pnrr che sui fondi di coesione”. Così Maurizio Landini, segretario generale della Cgil all’uscita da Palazzo Chigi dopo aver incontrato il ministro Raffaele Fitto insieme a Cisl Uil e Ugl, e ha aggiunto: “Va dato atto all’esecutivo aver risposto velocemente alla nostra richiesta e di aver messo sul tavolo una disponibilità ad entrare nel merito dei singoli temi con incontri settoriali dopo aver fatto la ricognizione generale”. Bisogna infatti attuare il protocollo sulla partecipazione e il confronto firmato 10 mesi fa e che ancora manca di esigibilità.

Risorse per nuove assunzioni

Al ministro Fitto il leader della Confederazione di Corso d’Italia, accompagnato dalla vice segretaria Gianna Fracassi, ha posto una serie di questioni. Innanzitutto, proprio per rispettare la tabella di marcia dell’Europa, è importante affrontare la questione della scarsità di personale pubblico specializzato e, in particolare, di alte professionalità da impiegare per la progettazione e l’attivazione degli investimenti del Pnrr che sta impedendo una effettiva ed efficiente allocazione delle risorse messe a bando. Per questo è indispensabile in legge di bilancio prevedere le risorse necessarie per le assunzioni altrimenti si corre il rischio che “le infrastrutture sociali realizzate grazie al Pnrr, penso agli asili nido o alle case della salute, rimangano vuote”, ha aggiunto il segretario della Cgil. “Per questo abbiamo chiesto che le assunzioni siano non precarie e pagate adeguatamente per impedire la fuga di lavoratori e lavoratrici dal pubblico e la costituzione dei nuclei territoriali per l’attuazione del Pnrr. Così come riteniamo che il vincolo del 30% di assunzioni riservate ai giovani e alle donne debba essere rispettato”.

Sovranità energetica cercasi

“Per noi è strategico dare vita - ha sottolineato ancora il segretario generale - ad un piano straordinario di politiche energetiche, per arrivare a una sovranità e autonomia energetica del Paese. Per questo siamo disponibili a fare un confronto con il governo su possibili eventuali modifiche al Pnrr. Deve essere chiaro, però, che l’obiettivo deve essere come investendo sulle fonti rinnovabili si raggiunge una autonomia vera. Abbiamo anche indicato che per noi esiste un rapporto tra gli investimenti del Pnrr e le scelte di politica industriale”.

Bandi, criteri da rivedere

Per quanto riguarda poi le risorse da destinare al Sud d’Italia, “il meccanismo dei bandi non ha funzionato e il 40% di risorse riservato al Mezzogiorno non è stato rispettato”. Sui bandi c’è un problema collegato alla struttura competitiva che taglia fuori una parte degli enti locali oltre che di risorse sulla spesa corrente per sostenere le scelte soprattutto sul versante sociale. A questo proposito conviene ricordare che lo scorso 27 ottobre, a legislatura appena avviata, la Lega ha presentato in Senato una mozione per rivedere l’assegnazione delle risorse ritenendo siano troppo sbilanciate verso il Sud, mentre “tutti i target trasversali vanno confermati, a partire da quelli occupazionali”.

Appalti, che fare?

Certo l’inflazione e l’aumento dei costi delle materie prime incide eccome sulle opere da realizzare, o se ne riduce il numero o devono aumentare gli investimenti. A questo proposito: “Per quanto riguarda gli appalti del Pnrr, in particolare per le opere e le infrastrutture, data l’impennata dell’inflazione, occorre rivalutare i progetti tenendo conto del costo dei materiali, affinché non vengano scaricati i maggiori costi attraverso la svalutazione e l’insicurezza del lavoro, tanto più visto che il settore già soffre di assenza di manodopera. Ciò che deve esser chiaro – ha aggiunto Landini – non si può mettere mano al Codice degli appalti con la scusa che i tempi sono stretti, non si devono liberalizzare ne tanto meno andare sulla logica del massimo ribasso”.

Più salario e lotta alla precarietà

Se il tema dell’incontro di oggi doveva servire a fare il punto della situazione sul Pnrr e sui fondi di coesione, per Landini “è ovvio il collegamento anche con il Decreto aiuti e con la prossima legge di Bilancio, proprio per questo abbiamo colto l’occasione per ribadire che c’è un tema ancora non affrontato che si chiama salario dei lavoratori. Riguarda il fatto che ancora non si interviene per aumentare il netto il busta, e riguarda il fatto di come si interviene per ridurre la precarietà. Questi sono elementi – ha aggiunto – che devono essere al centro di ogni discussione e siccome tra le riforme che entro marzo deve esser realizzata c’è la lotta all’evasione fiscale, noi pensiamo che su questo versante i primi atti del governo non vanno bene. Non siamo d’accordo con l’aumento del contante, pensiamo che bisogna andare sulla strada della tracciabilità, così come non siamo d’accordo con la logica dei condoni”. Le proposte della Confederazione, invece, sono contenuto nella piattaforma unitaria sulla riforma del Fisco e oggi Landini ha anche detto che sarebbe opportuno “chiedere un contributo di solidarietà sia a chi ha ricchezze che superano il milione di euro sia a chi ha redditi che superano i 100mila euro per creare lavoro e per sostenere quelli che oggi non ce la fanno ad arrivare a fine mese”.