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Diritti 

L'ora della Palestina

Foto: STEFANO DE LUIGI/SINTESI
Tommaso Di Felice
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Movimenti, associazioni della società civile e sindacati europei e mondiali lanciano una campagna per il riconoscimento dello Stato sovrano della Palestina e la piena adesione all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. L'appuntamento è per martedì 29 giugno (ore 18), su Zoom o sulla pagina Facebook della Rete italiana pace e disarmo.

Riconoscerne l'esistenza. E farlo ora, donando un futuro di pace e serenità a milioni di persone. È ciò che si prefigge la “Campagna europea per il riconoscimento dello Stato di Palestina”, che riunisce numerose organizzazioni della società civile e i sindacati europei e mondiali. L'evento nasce dall'esigenza d'intraprendere un percorso che porti la Palestina a diventare il 194esimo membro a pieno titolo delle Nazioni Unite. Riconoscere lo Stato di Palestina come stato sovrano e autonomo equivale a fermare le continue violazioni dei diritti umani e le assurde espulsioni dei palestinesi dai loro territori. Tra i partecipanti all'iniziativa figurano Cgil, Cisl e Uil, nonché Legambiente, Libera, la Fondazione Lelio e Lesli Basso e la Rete italiana pace e disarmo.

“Noi rappresentanti della società civile e delle organizzazioni sindacali europee, israeliane e palestinesi – si legge nell'appello internazionale – che lavorano per promuovere la giustizia sociale e una risoluzione giusta e sostenibile del conflitto israelo-palestinese, basata sulla fine dell'occupazione israeliana del territorio palestinese e sull'attuazione della soluzione dei due Stati, ci siamo riuniti per lanciare quest’appello congiunto e urgente all'Unione Europea, ai singoli Stati membri dell'Ue e agli altri Paesi europei, affinché riconoscano senza indugio lo Stato sovrano di Palestina e promuovano presso l'Assemblea generale delle Nazioni Unite lo status di membro a pieno titolo dello Stato di Palestina”.

I sindacati e le associazioni denunciano come siano passati quasi 75 anni dell'adozione della risoluzione 181 dell'Onu sulla spartizione della Palestina e la creazione dello Stato di Israele. Ma il popolo palestinese rimane sotto l'occupazione israeliana, ostaggio della volontà di Israele di (non) negoziare il suo futuro. Un futuro senza prospettive. “La Striscia di Gaza è sotto assedio e in preda a una crisi umanitaria”, spiegano gli organizzatori: “Gerusalemme Est e i villaggi palestinesi della sua periferia sono sotto annessione illegale dal 1967. L’occupazione israeliana delle terre palestinesi in Cisgiordania continua senza sosta, minacciando la vitalità del futuro Stato di Palestina e in flagrante violazione con la quarta Convenzione di Ginevra e con il diritto internazionale”.

Secondo gli attivisti, infatti, il popolo palestinese “ha lo stesso diritto di autodeterminazione del popolo israeliano. Lo Stato israeliano è stato dichiarato il 14 maggio 1948 e riconosciuto come membro delle Nazioni Unite l'11 maggio 1949; è ora di riconoscere lo Stato palestinese con la sua piena sovranità”. Questo permetterebbe di fermare ogni forma di violenza e discriminazione, dando l'opportunità di aprire una nuova fase storica di pace, cooperazione e coesistenza, fondata sul riconoscimento reciproco e sul rispetto dei due popoli.

Anche l'Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) ha espresso più volte la propria opposizione agli insediamenti israeliani nel territorio palestinese occupato, ribadendo come questi non abbiano alcuna validità legale. L'Oil ha inoltre evidenziato che il riconoscimento dello Stato di Palestina e il rispetto del diritto internazionale aiuterebbero a porre fine alle pratiche di lavoro abusive di Israele e allo sfruttamento dei lavoratori palestinesi. Purtroppo le risoluzioni delle Nazioni Unite, la Conferenza di pace di Madrid del 1991 e le richieste di aprire negoziati tra le parti per il riconoscimento del diritto del popolo palestinese all'autodeterminazione, non sono riuscite a garantire una soluzione del conflitto. Il popolo palestinese rimane apolide e continua a vedersi negati i più elementari diritti civili e umani.

Si chiede dunque all'Europa di “riconoscere l’urgenza di assumere un'iniziativa diplomatica che miri a raggiungere una risoluzione giusta e sostenibile di questo conflitto di lunga data, attraverso tre principi guida per la risoluzione del conflitto: multilateralismo, difesa dei diritti umani e rispetto dello stato di diritto. Il riconoscimento dello Stato di Palestina è un passo importante verso questo fine”, conclude il comunicato: “Sollecitiamo le istituzioni europee, le organizzazioni della società civile, i sindacati e i cittadini in generale a unirsi a noi in quest’appello per aiutare a raggiungere la soluzione dei due Stati e per la pace giusta nella regione, sostenendo a livello locale, nazionale e internazionale il riconoscimento dello Stato di Palestina”.

L'appuntamento è per martedì 29 giugno, alle ore 18. Per partecipare all'incontro, è necessario registrarsi al seguente link: https://zoom.us/webinar/register/WN_52Rsv_8tQoWZkUTwZAqGJg. L'evento sarà trasmesso anche in streaming sulla pagina Facebook della Rete italiana pace e disarmo (www.facebook.com/RetePaceDisarmo).