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Non solo concerti, ma un laboratorio di cittadinanza attiva dove la musica diventa occasione di confronto, partecipazione e difesa dei diritti umani. È questa l'identità di “Voci per la libertà – Una Canzone per Amnesty”, che dal 23 al 26 luglio torna a Rovigo per la sua ventinovesima edizione, confermandosi uno dei festival italiani più originali nel coniugare cultura, spettacolo e impegno civile. A vincere il premio nella sezione big è stato Piero Pelù, con la canzone “S.O.S.”
I diritti nel linguaggio universale della musica
Da quasi trent'anni la manifestazione, realizzata in collaborazione con Amnesty International Italia, utilizza il linguaggio universale della musica per affrontare temi spesso assenti dal dibattito pubblico: dalla libertà di espressione alla parità di genere, dalle migrazioni alla condizione carceraria, fino al diritto all'informazione e alla pace. Un progetto che nel tempo è diventato un punto di riferimento nazionale per gli artisti che scelgono di raccontare il presente attraverso le proprie canzoni e per un pubblico che cerca nella cultura anche occasioni di riflessione.
Le artiste al centro dell’edizione 2026
L'edizione 2026 rafforza questa vocazione, scegliendo di mettere al centro le nuove generazioni e le voci femminili, non come semplice attenzione alla rappresentanza, ma come precisa scelta culturale. “La musica – spiega il direttore artistico Michele Lionello – non è mai stata neutrale. Storicamente ha anticipato i cambiamenti sociali, ha abbattuto muri e ha dato voce a chi non l'aveva. Abbiamo scelto di mettere al centro due forze rivoluzionarie spesso confinate ai margini dell'industria mainstream: le giovani generazioni e le donne. Non si tratta di una quota da rispettare, ma di una scelta artistica radicale. Le artiste che saliranno sul nostro palco portano visioni del mondo inedite, linguaggi dirompenti e una capacità unica di decodificare il presente. Dare spazio ai giovani talenti significa investire sul futuro della cultura, garantendo che le storie di domani siano plurali, inclusive e libere da vecchi stereotipi”.
Sul palco Dente, Francamente, Murubutu
Una dichiarazione d’intenti che attraversa l'intero cartellone. Accanto ai concerti di Dente, Francamente, Murubutu con la Moon Jazz Band e Ibla, il festival propone infatti un percorso che intreccia arte, approfondimento e partecipazione. Le mostre dedicate ai diritti umani apriranno la manifestazione, mentre i dibattiti coinvolgeranno giornalisti, scrittori, docenti, attivisti e operatori sociali su questioni di grande attualità: la parità di genere, il racconto delle guerre e delle violazioni dei diritti, la criminalizzazione della solidarietà verso le persone migranti e il ruolo della cultura nei percorsi di reinserimento delle persone detenute.
“Il carcere in piazza, la piazza in carcere”
Particolarmente significativo il progetto “Il carcere in piazza, la piazza in carcere”, che porterà una parte delle attività all'interno dell'Istituto Penale per i Minorenni "Antonio Vivaldi" di Rovigo. Qui si svolgeranno incontri e iniziative dedicate ai giovani detenuti, culminando con il concerto della Magicaboola Brass Band. Un'iniziativa che rappresenta efficacemente la filosofia del festival: abbattere barriere fisiche e culturali, facendo della musica uno strumento di inclusione e dialogo.
Premio Amnesty International Italia – sezione Emergenti
Resta centrale anche il Premio Amnesty International Italia – sezione Emergenti, che da anni rappresenta una delle principali vetrine nazionali per gli artisti capaci di raccontare attraverso le proprie canzoni temi sociali, civili e legati ai diritti umani. Le due semifinali e la finale porteranno sul palco alcuni dei progetti più interessanti della nuova musica italiana, confermando la volontà del festival di investire sul futuro della canzone d'autore e della musica indipendente.
Gli appuntamenti collaterali
Non mancheranno gli incontri letterari, con libri dedicati ai conflitti contemporanei e ai genocidi, gli aperitivi musicali, le esposizioni artistiche e fotografiche e gli spazi di socialità, in un programma pensato per coinvolgere pubblici diversi e trasformare il centro storico di Rovigo in un luogo di incontro aperto alla città. Un altro elemento distintivo è la totale gratuità della manifestazione. Tutti gli appuntamenti saranno infatti a ingresso libero, una scelta che rende la cultura accessibile e rafforza l'idea di un festival inteso come bene comune, capace di favorire partecipazione e inclusione.
La colonna sonora dei diritti umani
In un momento storico attraversato da conflitti, disuguaglianze e nuove forme di esclusione, “Voci per la libertà” continua così a ricordare che una canzone può ancora essere molto più di un intrattenimento. Può diventare uno spazio di libertà, uno strumento di consapevolezza e un invito a costruire una società più giusta, aperta e solidale. È questa, da ventinove anni, la forza di un festival che ha fatto dei diritti umani la propria colonna sonora.
























