Una recente serie di limitazioni imposte dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (DAP)  ha creato forti restrizioni alle attività teatrali nelle carceri italiane dove insiste un reparto di alta sicurezza (niente a che vedere con regime di 41bis), con un impatto significativo però su tutti progetti portati avanti. A fare notizia è stato soprattutto il caso del carcere romano di Rebibbia, dove opera il regista, attore, docente universitario, Fabio Cavalli, cofondatore del Teatro Libero di Rebibbia.  

Cavalli ci spiega come le nuove norme rischino di azzerare il progetto ormai in atto da anni e che ha portato ai detenuti riconoscimenti importanti come il valore sociale e riabilitativo, l'Orso d'Oro al festival del cinema di  Berlino e altri di impronta teatrale. Ora i detenuti che lavorano con Cavalli non possono più fare le prove nel loro teatro, per addotti motivi di sicurezza, e sono notevoli i problemi affrontati per fare entrare gli studenti del Dams che da tempo invece facevano parte del progetto.  

Cavalli nel podcast spiega in modo dettagliato quanto sta accadendo, la situazione carceraria,  i rischi che si corrono con lo smantellamento di tali attività ritenute anche fondamentali per la riduzione delle recidive, ma anche il suo sgomento davanti a decisioni che non sono mai state pienamente spiegate dalle autorità. 

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