A tredici anni fu arrestata, imprigionata per un anno e le fu impedito di studiare. Sepideh Farsi racconta come ha trovato il coraggio di lasciare l’Iran, giovanissima, per inseguire il sogno di un’istruzione libera. Poi la Francia, la scoperta del cinema, strumento potente per unire forma e sostanza, estetica e messaggio politico: “Oggi anche in Europa l’estremismo di destra è un pericolo concreto”.
Il riferimento diretto è a Vincent Bolloré, il magnate di destra che sta scalando il mondo dell’emittenza e dell’editoria francese, con una concentrazione di canali e aziende acquisite mai vista prima. Anche Farsi è tra i circa 600 firmatari dell’appello lanciato dal cinema francese e pubblicato su Libération proprio a ridosso del Festival di Cannes, per denunciare le acquisizioni del miliardario.
In risposta, i vertici di Canal+ (tra cui l'amministratore delegato Maxime Saada) hanno dichiarato lo stop immediato al sostegno finanziario per gli artisti che hanno preso parte all'iniziativa. “La lista nera di Canal+ conferma i nostri timori”, ha commentato Sepideh Farsi.
L’anno scorso, proprio a Cannes, aveva presentato il suo Put your soul on your hand and walk, sulla vicenda della giovane reporter palestinese Fatma "Fatem" Hassouna.





















