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Dopo il weekend sprint, la raccolta firme per le due proposte di legge di iniziativa popolare su sanità pubblica e appalti continua in tutta Italia. L’obiettivo iniziale è già stato raggiunto: nelle prime due giornate sono state superate le 50mila sottoscrizioni necessarie per depositare i testi in Parlamento. Ma per la Cgil e le numerose associazioni che sostengono la campagna, questo è soltanto l’inizio.
L’ambizione dichiarata è trasformare la mobilitazione in un grande percorso di partecipazione democratica, capace di aprire nel Paese una discussione diffusa sul diritto alla salute, sulla dignità del lavoro e sulla sicurezza. Temi che riguardano milioni di persone e che, secondo i promotori, richiedono oggi risposte concrete e un cambio di rotta nelle politiche pubbliche.
Il bilancio delle prime giornate parla di 110 Camere del lavoro territoriali coinvolte, 1.300 assemblee organizzate e oltre 58mila partecipanti tra militanti, delegati, Rsu, dirigenti sindacali, associazioni e reti civiche. Più di mille i banchetti allestiti nelle piazze italiane, ai quali si sono aggiunte le firme raccolte online attraverso il portale del ministero della Giustizia.
La campagna punta ad andare ben oltre la soglia minima richiesta, anche alla luce delle recenti mobilitazioni popolari: dalle oltre 500mila firme per il referendum sulla giustizia fino ai 4 milioni di sottoscrizioni raccolte dalla Cgil lo scorso anno sui referendum sul lavoro.
Al centro della mobilitazione ci sono due proposte di legge considerate strategiche. La prima riguarda la sanità pubblica. Il testo chiede un rafforzamento del Servizio sanitario nazionale, più investimenti pubblici, la riduzione delle liste d’attesa e il contrasto alla crescente privatizzazione delle cure. L’obiettivo è riaffermare il principio universale del diritto alla salute, oggi messo in discussione dalle disuguaglianze territoriali e dalle difficoltà di accesso ai servizi sanitari per una parte crescente della popolazione.
La seconda proposta interviene invece sul sistema degli appalti e dei subappalti, uno dei nodi più delicati del mercato del lavoro italiano. La legge punta a rafforzare le tutele per lavoratrici e lavoratori, contrastare il dumping contrattuale e aumentare la sicurezza nei luoghi di lavoro. Tra i punti centrali ci sono la responsabilità solidale lungo tutta la filiera degli appalti, il rispetto dei contratti collettivi nazionali maggiormente rappresentativi e criteri che privilegino qualità del lavoro e sicurezza rispetto al massimo ribasso.
La raccolta firme proseguirà nelle prossime settimane con assemblee, iniziative territoriali e banchetti nelle città e nei luoghi di lavoro. L’obiettivo non è soltanto presentare due proposte di legge, ma costruire un confronto pubblico ampio sul modello sociale e produttivo dell’Italia.
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