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Una rete criminale che avrebbe usato i decreti flussi pe rlo sfruttamento sistematico della manodopera agricola. È questo il quadro emerso dall’operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza, che ha portato all’arresto di 12 persone tra le province di Potenza, Matera, Salerno, Piacenza e Lecco.
L’operazione è stata eseguita dai carabinieri del Comando provinciale di Potenza e del Comando Carabinieri per la tutela del lavoro. Gli indagati, italiani e cittadini indiani, sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla tratta di persone, intermediazione illecita e sfruttamento lavorativo. Le misure cautelari disposte dal gip del Tribunale di Potenza comprendono arresti in carcere, domiciliari, obblighi e divieti di dimora.
Il prezzo del viaggio
Secondo gli investigatori, il sistema partiva direttamente dall’India. Giovani lavoratori in condizioni economiche difficili sarebbero stati reclutati attraverso intermediari che promettevano un ingresso regolare in Italia come braccianti agricoli tramite i decreti flussi.
Per ottenere il visto, però, le famiglie avrebbero dovuto versare somme comprese tra 8.500 e 13mila euro, spesso contraendo debiti pesanti. Un meccanismo che, secondo la procura, diventava il primo strumento di ricatto e assoggettamento.
Una volta arrivati in Italia, i lavoratori sarebbero stati impiegati in aziende agricole e allevamenti, soprattutto nella raccolta di ortaggi, con turni superiori alle dieci o dodici ore giornaliere e stipendi giudicati irrisori rispetto ai contratti di categoria.
“Moderna schiavitù”
L’inchiesta è nata nel 2023 dopo un controllo in un’azienda agricola di Grumento Nova, in provincia di Potenza, dove sarebbero emerse gravi condizioni di sfruttamento.
Il procuratore antimafia Camillo Falvo ha parlato apertamente di “moderna schiavitù”. Secondo gli investigatori, i lavoratori vivevano in strutture fatiscenti, spesso prive di servizi essenziali, mentre la loro condizione di vulnerabilità economica e psicologica veniva sfruttata dall’organizzazione.
Alla pressione del debito si sarebbero aggiunte anche minacce legate al permesso di soggiorno: alle vittime veniva fatto temere di perdere la possibilità di restare regolarmente in Italia.
Il ruolo dei decreti flussi
L’inchiesta riporta al centro il tema dell’utilizzo distorto dei decreti flussi, il sistema con cui ogni anno il governo stabilisce le quote di ingresso per lavoro di cittadini stranieri.
Secondo la procura, proprio quel canale sarebbe stato piegato a un sistema di reclutamento e sfruttamento della manodopera agricola, alimentando condizioni di forte ricattabilità dei lavoratori migranti.
Durante la conferenza stampa, il procuratore Falvo ha rivolto un appello sia alle vittime sia agli imprenditori agricoli affinché denuncino situazioni di sfruttamento e intermediazione illecita.
“Inaccettabile”
La Flai e la Cgil Basilicata hanno espresso “soddisfazione per l'operazione della Dda di Potenza”. “È inaccettabile continuare ad assistere a fatti di questo genere, con decine di uomini e donne che hanno già alle spalle storie ed esperienze terribili ridotti in schiavitù, ricattati e in condizioni disumane - affermano i segretari generali Fernando Mega della Cgil Basilicata, e Vincenzo Pellegrino della Flai -. L'esito dell'operazione è anche frutto dell'impegno del sindacato, che da anni è in prima linea per la lotta al caporalato collaborando con le forze dell'ordine affinché questa piaga sociale possa finalmente essere sconfitta”.
Per Mega e Pellegrino l'episodio pone anche un'altra questione: "Il cosiddetto Decreto flussi per l’ingresso di lavoratrici e lavoratori stranieri oltre ad essere palesemente inefficace continua a produrre irregolarità e ingiustizie”. “Non è mai stato uno strumento per garantire ingressi legali e sicuri – concludono – perché si basa sull’incrocio tra domanda e offerta di lavoro a distanza. Negli ultimi anni sono state introdotte alcune modifiche positive che però non sono sufficienti a superare i ritardi cronici, la mancanza di trasparenza e l’opacità dei meccanismi di intermediazione che continuano a lasciare migliaia di persone nelle mani di sfruttatori e soggetti senza scrupoli, come dimostrato dagli arresti di oggi".


























