Mai come questa volta in una conferenza sul clima c’è stata una discussione esplicita sul ruolo del nucleare per sostituire (leggi affiancare) le fonti fossili. Nei giorni scorsi 22 paesi hanno sottoscritto una Dichiarazione con cui si impegnano a triplicare l'energia nucleare entro il 2050. La Dichiarazione definisce l’energia nucleare un elemento chiave per azzerare le emissioni nette di gas serra entro il 2050 e mantenere aperta la possibilità di rispettare l’obiettivo di 1,5°C.

La Dichiarazione prevede la collaborazione dei sottoscrittori per triplicare la capacità di energia nucleare a livello globale entro il 2050 e l’invito alle istituzioni finanziarie internazionali a sostenere queste politiche energetiche. Fra le firme quelle di Stati Uniti, Bulgaria, Canada, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Ghana, Ungheria, Giappone, Repubblica di Corea, Moldavia, Mongolia, Marocco, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia, Ucraina, Emirati Arabi Uniti.

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Sempre in questi giorni, nell’ambito della Cop28, TerraPower LLC, la società di reattori nucleari avanzati di Bill Gates, e ENEC, la società nucleare statale degli Emirati Arabi Uniti, hanno dichiarato che lavoreranno insieme per studiare il potenziale sviluppo di reattori avanzati negli Emirati Arabi Uniti e all'estero.

John Kerry, l’inviato speciale per il clima degli Stati Uniti, ha lanciato un piano di impegno internazionale per promuovere la fusione nucleare, affermando che la tecnologia diventerà vitale nella transizione energetica. Il piano coinvolge 35 nazioni e si concentrerà su ricerca e sviluppo, catene di fornitura, regolamentazione e sicurezza.

L’Italia non ha sottoscritto la dichiarazione per triplicare la produzione di energia nucleare. La presidente Meloni alla Cop aveva parlato di fusione ma il ministro Fratin ha voluto precisare che "a Dubai Meloni non ha chiuso porte, Italia punta su small modular reactors". E il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha confermato che “con il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, siamo d’accordo sullo sviluppo di un piano che parta dalla formazione, dalla ricerca, e quindi dallo sviluppo della tecnologia sul nucleare avanzato, pulito e sicuro”.

Non va dimenticato, infatti, che a settembre il governo italiano aveva lanciato la partenza di una “piattaforma nazionale per il nucleare sostenibile” per valutare il riavvio di un programma nucleare in Italia con “nuove tecnologie sicure del nucleare innovativo come Small Modular Reactor (SMR) e reattori nucleari di quarta generazione (AMR)".

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La sensazione è che nessuno o pochi paesi vogliano impegnarsi veramente per uscire dalle fonti fossili, e dall’attuale sistema energetico estrattivista, coloniale, centralizzato, gestito da grandi multinazionali, e realizzare invece una transizione energetica basata su efficienza, risparmio e produzione da fonti rinnovabili in un sistema energetico democratico e decentralizzato. Non importa se questo ci porterà verso il disastro, con eventi sempre più drammatici, morti, distruzione di abitazioni e attività produttive, carestie, perdita di posti di lavoro, aumento della povertà e delle disuguaglianze, migrazioni forzate.

Gli interessi della politica e delle lobbies economiche e finanziarie ruotano tutti attorno al vecchio sistema, quello che garantisce profitti e potere, e cercano ostinatamente di resistere al cambiamento inventandosi le più disparate e pericolose false soluzioni: mercati del carbonio, assorbimenti, CCS, nucleare e tanto altro. Per questo la nostra battaglia per una giusta transizione deve essere sempre più forte e determinata, sia nell’ambito della Cop28 che a livello nazionale, contro le reazionarie politiche energetiche del governo, non possiamo accettare un’inazione che ci trascini nel baratro.