“I cittadini hanno il diritto di curarsi e i lavoratori della sanità cercano di far funzionare i servizi con competenza e professionalità, malgrado i tagli continui apportati al settore da tutti i governi degli ultimi anni”. È quanto ha affermato Rossana Dettori, segretaria confederale Cgil, oggi ai microfoni di "Italia parla", la rubrica quotidiana di RadioArticolo1.

 

“Siamo di fronte a una sorta di contrapposizione tra soggetti deboli: da una parte, una moltitudine di persone che non si curano più; dall’altra, gli operatori della sanità senza contratto, sottodimensionati e con un’età media altissima, tra 54 e 57 anni, a seconda delle professioni, davvero troppo elevata. A questi ultimi si risponde rinnovando il ccnl, eliminando il blocco del turn over, che perdura da anni, procedendo con nuove assunzioni, perché pressochè ovunque mancano medici, infermieri, Oss (gli operatori socio-sanitari). Vanno immessi giovani, va riqualificato il personale, va valorizzato il loro lavoro, va formato il personale sulle nuove patologie, sulla salute di genere, per affrontare le nuove sfide del sistema”, ha aggiunto l’esponente Cgil.

“I diritti dei lavoratori della sanità vanno tutelati e la data del voto dei referendum Cgil interessa anche loro, perché anche qui abbiamo lavoratori degli appalti negli ospedali e nei centri di cura e vi sono molti operatori dei servizi sanitari che vengono pagati con i voucher, che è una formula di nuovo schiavismo. Anche loro sono coinvolti nella campagna nazionale della Cgil”, ha sottolineato Dettori.    

La sindacalista ha poi toccato altri temi, a cominciare dalla legge 194 che "deve innanzitutto garantire alla donna la libera scelta di diventare madre. Da tempo denunciamo che la legge non è applicata, perché di media il 90% di medici, ginecologi, ma anche tantissimi infermieri, fa obiezione di coscienza. Noi pensiamo che la legge debba essere applicata, appunto per garantire quella libera scelta. Ne va della tutela della salute della donna. Perciò, difendiamo la scelta fatta dall’ospedale san Camillo di Roma che ha assunto due medici non obiettori".

"È una questione di civiltà  – ha aggiunto –. È notizia del giorno che una donna di Padova è stata rifiutata da ventitrè ospedali prima di poter abortire entro il termine di legge dei primi novanta giorni di gravidanza, un’odissea folle. E l’epilogo favorevole rispetto alla volontà della donna si è avuto solo grazie all’intervento della Cgil, che ha forzato le istituzioni a individuare una soluzione repentina”, ha detto la dirigente sindacale".

Non poteva mancare la vicenda dell’Ospedale Loreto mare di Napoli, dove sono state arrestate alcune persone fra medici e infermieri: "È vergognosa e inaccettabile. Quello era un vero e proprio sistema di connivenze. Se ne deduce che erano tutti coinvolti, chi doveva controllare e chi doveva essere in servizio. Però, non dimentichiamoci dei lavoratori che quotidianamente hanno sempre fatto il loro dovere, che vanno difesi e tutelati. Lo dico, perché c’è un attacco continuo da parte dell’opinione pubblica, ma bisogna operare un distinguo. Pensiamo anche al Pronto soccorso di Nola, dove gli operatori lavoravano per terra, per carenza di mezzi e strutture, ma hanno sempre agito con professionalità fino in fondo”, ha precisato la segretaria confederale.