“Gli ultimi dati Istat sull’industria ci dicono che continuiamo ad avere una congiuntura economica negativa dal punto di vista delle imprese, che si ripercuote sull’andamento del mercato del lavoro, dove crolla l’occupazione a tempo indeterminato, mentre accrescono a dismisura le forme di lavoro precario come i voucher". Così Serena Sorrentino, segretaria confederale della Cgil, oggi (giovedì 26 maggio) ai microfoni di Italia Parla, la rubrica quotidiana di RadioArticolo1. I dati Istat, continua l'esponente sindacale, certificano che "né la politica degli incentivi né la deregolamentazione hanno prodotto effetti positivi sulla crescita dei posti di lavoro e delle imprese, visto gli imprenditori continuano a non investire né sull’innovazione né sul lavoro”.

“Per quanto riguarda l’incontro tra i confederali e il governo su previdenza e lavoro – ha detto la dirigente sindacale –, si tratta di un primo risultato della nostra lunga mobilitazione avviata da molti mesi, e la prima cosa da rilevare è che si è discusso solo sulle nostre proposte che, a tutt’oggi, sono le uniche in campo. Ora ci aspettiamo che il governo sia coerente con quanto ha dichiarato, circa la messa a punto di un’agenda sui temi da trattare, con la calendarizzazione dei prossimi incontri, e l’istituzione di due tavoli tecnici su lavoro e previdenza. Per noi, le priorità restano le politiche attive e il riordino degli ammortizzatori sociali, da un lato; la flessibilità in uscita, le ricongiunzioni onerose, la pensione di garanzia per i giovani, oltre a un riequilibrio generale del sistema, con un intervento sull’indicizzazione delle pensioni minime, dall’altro”.

 

Serena Sorrentino ha poi affrontato la questione dei voucher. “Su questo fronte – ha continuato – registriamo che il governo ha preso atto delle nostre denunce e del fatto che abbiamo messo la questione al centro della nostra iniziativa sindacale, proponendone l’abolizione attraverso referendum, per cui fino al 9 luglio raccoglieremo le firme in tutto il Paese. Un intervento regolativo su quella forma di lavoro andava di sicuro previsto. Non ci convince, però, l’approccio alla questione annunciato dal ministero del Lavoro, tutto incentrato sulla tracciabilità. Oggi non abbiamo solo il problema di sapere quanto sono i voucher venduti, ma vogliamo anche conoscere chi sono gli utilizzatori e i fruitori, cioè quali sono le imprese e i lavoratori, per quanto tempo usufruiscono dei voucher, se si tratta di lavoro sostitutivo di lavoro subordinato. Tutto questo è utile per analizzare il fenomeno. Inoltre, critichiamo il provvedimento fatto attraverso il Jobs act, in particolare nel decreto 81, che ha esteso la possibilità di utilizzare il lavoro accessorio, che per definizione dovrebbe essere saltuario e temporaneo, in tutti i settori produttivi, dal terziario all’industria, dal pubblico impiego ai servizi, aumentandone i limiti di reddito, che adesso arrivano a 7 mila euro”.

Nel seguito dell'intervista, il segretario confederale Cgil si è concentrata sulla campagna per la Carta dei diritti universali del lavoro, che "sta ricevendo ovunque una risposta assai positiva, suscitando un grande interesse, e non solo tra i lavoratori e le lavoratrici, con i quali abbiamo organizzato più di 41 mila assemblee, facendo partecipare al voto un milione e mezzo di persone sui contenuti della nostra proposta, ma anche nel mondo esterno, soprattutto tra i giovani. Le tante iniziative fatte e l’aver dedicato le tre Giornate del lavoro di Lecce al nuovo Statuto, interloquendo con il mondo dell’industria, del sociale, della cultura, dei saperi e dell’informazione credo sia molto importante, perché rimette al centro la condizione del lavoro, come volano di sviluppo e innovazione, per fare quel salto di crescita che ancora manca nel nostro Paese”.

Infine, a proposito del rinnovo del pubblico impiego – ha concluso Sorrentino –, restano soprattutto due nodi che deve sciogliere il ministro Madia: il primo è sulla ricontrattualizzazione del rapporto di lavoro, e quindi la possibilità che i contratti riacquisiscano titolarità sull’organizzazione del lavoro e sulla disciplina del rapporto di lavoro nel pubblico impiego, cancellata dalla legge Brunetta; il secondo è il fronte economico, e quindi gli aumenti salariali. Nell’ultima legge di Stabilità c’erano solo 300 milioni a disposizione del ccnl. Poi le regioni e  gli altri soggetti avrebbero dovuto trovare ulteriori risorse, utilizzando il parametro di indicizzazione stabilito per gli statali, ma abbiamo visto che nel Def si contempla addirittura la diminuzione dei fondi stanziati nel 2017 e 2018, in virtù del blocco della contrattazione, della diminuzione dei ‘pubblici’, per effetto del tasso di pensionamento che non viene compenetrato con lo sblocco del turn over , con una previsione per il 2019 della sola indennità di vacanza contrattuale. Insomma, all’avvio dei tavoli negoziali, il governo ci chiede di registrare che non ci sono le risorse. Per tale ragione, la risposta dei lavoratori e delle lavoratrici di tutti i settori, dalla scuola ai ministeri, dall'università alla ricerca, sarà la stessa che hanno dato in queste settimane con gli scioperi e le manifestazioni che hanno riempito le piazze del Paese per rivendicare il loro diritto al contratto, dopo sette anni di blocco delle retribuzioni, oltre al cambiamento della pubblica amministrazione con una nuova un’organizzazione del lavoro più moderna ed efficiente al servizio dei cittadini”.