Cambiare rotta per tornare a crescere. È il senso del documento elaborato da Cgil, Cisl e Uil del Trentino nei giorni scorsi. Un vero e proprio decalogo che pone dieci priorità per lo sviluppo economico e sociale della provincia, con quattro ambiti principali di azione: investimenti pubblici, pubblica amministrazione, welfare e contrattazione. Su questo, 'Italia Parla' ha intervistato stamattina Paolo Burli, segretario generale della Cgil Trentino (qui il podcast).

"La crisi ha colpito duro anche da noi – esordisce il dirigente sindacale ai microfoni di RadioArticolo1 –: il tasso di disoccupazione è raddoppiato dal 3 al 6%, con oltre 35.000 persone senza lavoro, le ore di cassa integrazione sono sempre di più, così come aumentano le aziende coinvolte da processi di ristrutturazione. Tra le vertenze in corso, c'è quella della Whirpool di Trento, un'azienda storica sorta negli anni '70, dove 500 addetti hanno perso il lavoro a seguito della chiusura dello stabilimento, senza dimenticare la Tassullo, impresa edile della Val di Non, in forti difficoltà per la crisi delle costruzioni. Per quanto riguarda gli altri settori industriali, la metalmeccanica sta tenendo, pur avendo ridotto i volumi produttivi, mentre per la chimica proprio oggi si dovrebbe concludere positivamente, con un'intesa innovativa sul piano delle relazioni, il negoziato con il gruppo Marangoni gomme, che interessa 380 dipendenti. Quel settore è in calo per via del crollo del mercato dell'auto. Buone notizie invece sul fronte dell'agroalimentare, la cui filiera sta avendo un trend positivo. Sui cartai, infine, la partita interessa due grosse aziende della provincia, dove è stato fatto un accordo per il mantenimento complessivo dell'occupazione attraverso il taglio del costo del lavoro e rimodulando in parte i trattamenti economici".

Sugli ammortizzatori sociali, in particolare sulla richiesta di rifinanziare la cassa in deroga, l'azione del sindacato trentino è avviata, con la Cgil locale che parteciperà a uno dei due presidi in programma il 22 e 24 luglio. "È uno dei punti della nostra piattaforma – spiega Burli –: abbiamo chiesto di completare la delega sugli ammortizzatori, che ci siano più servizi di sostegno all'impiego, con una politica attiva per chi perde il posto, rendendo strutturale anche il progetto europeo sulla 'Garanzia giovani'. Il problema del lavoro è drammatico, perciò abbiamo bisogno di una ventaglio di mezzi a disposizione per rendere più attiva ed efficace la cig".

Altro aspetto qualificante della piattaforma unitaria, la partecipazione dei lavoratori all'impresa: "Abbiamo chiesto di estenderla per rafforzare la competitività del sistema economico e migliorare i livelli di occupazione – rileva Burli –. Siamo assolutamente convinti che la partecipazione dei lavoratori all'impresa, al pari della qualificazione della stessa contrattazione, sia qualcosa che può aiutare il mondo produttivo a crescere, soprattutto in una terra come la nostra, fatta di piccole realtà che hanno sempre più difficoltà a stare sul mercato. Nel contempo, sollecitiamo di togliere il blocco della contrattazione del pubblico impiego e di tutelare maggiormente i lavoratori degli appalti e dei servizi. La spending review ha scaricato le sue contraddizioni proprio sui più deboli, vedi gli addetti delle imprese di pulizia.  Sempre nel comparto pubblico, abbiamo proposto di rinnovare la Pa, avviando una staffetta generazionale per dare più opportunità ai giovani, mantenendo assai elevato il livello d'investimenti sulla filiera della conoscenza".

"Inoltre, come sindacati – prosegue il leader della Cgil trentina –, abbiamo messo a disposizione delle imprese, attraverso un fondo strategico, 150 milioni di Laborfonds, il sistema di previdenza integrativa a carattere regionale. Alla fine, ci saranno in dotazione 400 milioni, di cui 250 messi dalla Provincia, che possono essere investiti dalle imprese, costituendo un volano anche per l'occupazione del territorio". Altre iniziative contenute nella piattfaorma comprendono le infrastrutture digitali, la ricerca e lo sviluppo, il risparmio energetico, la sostenibilità ambientale, e non ultimo il welfare: "Lì dobbiamo continuare a garantire i livelli raggiunti nel corso degli anni – precisa Burli –, ricordando che siamo l'unica provincia che ha un reddito di garanzia. Per questo, ci batteremo per assicurare a cittadini, famiglie, pensionati nuovi servizi, a partire dal fondo provinciale sulla sanità integrativa che sarà attivo nei prossimi mesi. Si chiamerà Sanifond e cercherà di dare risposte soprattutto ai più deboli".

Il decalogo dei sindacati trentini non finisce qui. "Ci stiamo muovendo con un percorso di assemblee assieme ai lavoratori – conclude Burli –, per arrivare in autunno all'appuntamento nazionale per quanto riguarda i capitoli sul fisco e la previdenza. È basilare il confronto su tutti i posti di lavoro del territorio, e su tale piano abbiamo chiesto un impegno da parte di tutte le categorie, per raccogliere le istanze di tutti e fare il punto sulle cose che abbiamo fatto, avendo nel contempo una visione d'assieme su quello che c'è da fare. Nel percorso che compiremo c'è anche l'apertura della nuova Camera del lavoro di Rovereto, una città industriale che per la Cgil rappresenta una grande storia dal dopoguerra in poi. E siamo orgogliosi che l'inaugurazione della nuova sede, dove confluiranno tutti i servizi, partendo dall'Inca e dal Cese, secondo il principio ribadito all'ultimo congresso di tenere unite confederalità e territorialità, si svolga domani alla presenza di Susanna Camusso".