“Mia madre ancora oggi si diverte a raccontarlo: mi ha lasciato piangendo e mi ha recuperato che stavo piangendo perché da questo posto non volevo più uscire”. È uno dei ricordi che raccontano meglio cosa rappresenta oggi Cascina Arzilla per chi l'ha vissuta.
A Volvera (Torino) Cascina Arzilla è uno dei beni confiscati alle mafie restituiti alla collettività. Confiscata negli anni Novanta e assegnata nel 2004 ad Acmos, in collaborazione con il Comune, è stata recuperata e inaugurata nel 2010 come luogo di incontro, formazione e impegno civile.
Negli anni la Cascina è diventata soprattutto uno spazio dedicato ai giovani. Attraverso laboratori nelle scuole, campi di volontariato, incontri e attività educative, ragazze e ragazzi hanno l'opportunità di confrontarsi con i temi della legalità, dell'antimafia e della partecipazione.
“Gestire un bene confiscato vuol dire rendere tangibili i valori dell'antimafia”, racconta Chiara Sacchetto. E proprio la possibilità di vivere concretamente quei valori sembra essere uno degli aspetti più significativi dell'esperienza.
Cascina Arzilla, però, non vuole essere soltanto un luogo per le attività organizzate. L'obiettivo è farne sempre più un presidio culturale e uno spazio pubblico, aperto alle associazioni e ai cittadini. Una necessità particolarmente importante in un territorio dove gli spazi di aggregazione giovanile non sono numerosi.
Negli ultimi anni si è rafforzata anche la collaborazione tra le realtà associative locali, con la nascita della rete JanpiI e nuove iniziative dedicate ai beni comuni. La sfida, oggi, è continuare a far vivere questo luogo: “Un bene confiscato deve essere parte di una rete”. Perché Cascina Arzilla non sia soltanto un edificio restituito alla comunità, ma una Casa che la comunità senta davvero propria, uno spazio dove incontrarsi, partecipare, imparare e, semplicemente, stare.






















